La stagione del Milan si chiude con un fallimento pesante, di quelli che si fanno fatica a raccontare. Dopo un’annata intera in top quattro, il Diavolo addirittura si posiziona sesto in classifica e si autoesclude dalla Champions League per il secondo anno consecutivo. Su tutte le furie data la presenza, il proprietario Gerry Cardinale sarebbe pronto ad avviare una rivoluzione totale all’interno del club, giudicando insufficiente l’operato di tutti, dal campo e dalla scrivania. Le tensioni interne, le divisioni tra fazioni e il continuo scaricarsi le responsabilità avrebbero contribuito al disastro tecnico, economico e ambientale vissuto dalla squadra: la situazione è ben descritta dalla Gazzetta dello Sport.
SI APRONO I PROCESSI
Durante la sfida contro il Cagliari, la contestazione dei tifosi è stata (giustamente) durissima. Nel mirino sono finiti dirigenti e calciatori, compreso Zlatan Ibrahimovic, contestato mentre lasciava gli spalti. Il patron, compreso il malcontento generale, ha dato il via a tutti i tagli.
Sono attesi profondi cambiamenti nell’organigramma e nella rosa. L’A.D. Giorgio Furlani sembrava, a poche ore dal match, l’unico destinato a cambiare. Con l’assenza della Champions League, sono in uscita Igli Tare, Geoffrey Moncada e Massimiliano Allegri: nonostante le parole e gli incontri precedenti alla debacle storica abbiano creato un bel rapporto tra proprietario e tecnico, è normale pensare che un Mister che non porta a casa risultati debba chiudere il cerchio. La rivoluzione della rosa è il minimo.



[…] prima abbiamo parlato del taglio netto che ci sarà tra società e campo, ora si deve dare uno sguardo a […]
[…] inizia il taglio dirigenziale già annunciato in mattinata. Il Milan è pronto a salutare gran parte della società, secondo l’ordine di […]