Donadoni: «Il precampionato non è un campanello d’allarme, può starci di perdere male a luglio. Maignan e Rabiot…»

Roberto Donadoni ha rilasciato un’intervista ai microfoni della Gazzetta dello Sport per parlare di Milan e della situazione attuale in casa rossonera tra precampionato e la questione che riguarda i rientri posticipati dalle vacanze di Mike Maignan e Adrien Rabiot. Ecco il suo pensiero.

Donadoni: «Può starci di perdere male a luglio. Non è un campanello d’allarme»

Sul precampionato: «Da qualche anno già a luglio ci sono partite di livello e quando la condizione è quella che è, può starci di perdere male. Soprattutto se di fronte ti trovi una squadra importante come il Chelsea e hai i nazionali con una condizione approssimativa o addirittura assenti. Non lo considero un campanello d’allarme perché queste, a migliaia di chilometri dall’Italia, sono pseudo-esibizioni. Poi è chiaro che perdere non fa piacere a nessuno, ma quando non ci sono i tre punti in palio…».

Su Amorim: «È un tecnico nuovo al quale va dato il tempo di lavorare. Ogni tecnico ha le sue idee. Quando viene chiesta la riconquista “alta” del pallone e un calcio offensivo, i giocatori hanno bisogno di abituarsi. Soprattutto se il modo di giocare era molto diverso. La conferma di Modric è un punto di partenza importante per il gruppo. Nuovi acquisti? Sicuramente porteranno una ventata di entusiasmo. Gila e Gonçalo Ramos sono calciatori di indubbio valore, ma se mi chiedete un giudizio sul mercato, vi dico che è presto».

Su Leao: «Se non arriverà un’offerta che accontenti il giocatore e il club, proseguire deve essere uno stimolo per Rafa: dovrà dimostrare che chi lo ha criticato ha sbagliato, ma per riuscirci gli serve più continuità rispetto al passato. Il talento lo ha. Tocca a lui».

Su Maignan e Rabiot

«Si tratta di accordi tra il club e chi ha preso parte al Mondiale. Non entro nel merito delle polemiche, ma un po’ di stacco ci vuole perché la stanchezza mentale può essere più pesante di quella fisica. Se vengono gestiti nel modo giusto, giorni extra di riposo e qualche allenamento in meno possono essere un vantaggio. Quando torneranno, dovranno dare delle risposte importanti sul campo».

Sul ruolo di Maignan: «Se fosse rientrato prima, magari accorciandosi le vacanze, avrebbe dato un input importante soprattutto perché c’è un nuovo allenatore e il capitano ha un ruolo importante. Poi però bisogna capire lo stress psicologico e mentale di una stagione complicata che si è conclusa con una doppia delusione sia per Maignan sia per Rabiot. Non dimenticatevi che i giocatori lavorano anche in vacanza. Sono convinto che arriveranno pronti».

Donadoni conclude: «Due come loro a livello di rendimento alzano l’asticella della squadra perché sono due top. Da milanista mi auguro che Maignan non faccia la differenza perché vorrebbe dire che è… sollecitato di meno rispetto all’ultima stagione. Rabiot è uno dei perni della squadra, in qualunque posizione giochi».

Roberto Donadoni ai funerali di Franco Baresi - MilanPress, robe dell'altro Diavolo
Roberto Donadoni ai funerali di Franco Baresi – MilanPress, robe dell’altro Diavolo
Daniele Minini
Daniele Minini
Giornalista pubblicista, appassionato di sport. 25 anni. Ho studiato lingue, sono laureato in Scienze della Comunicazione e frequento un Master in Giornalismo. Multitasking e sempre pronto a imparare.

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