Il primo dei due recuperi il Milan se lo gioca domani al Sinigaglia, contro una neopromossa che è a +1 dalla zona retrocessione, ma è tutt’altro che una piccola, per molteplici aspetti: tattica, ambizione e disponibilità della proprietà, sono da big altroché piccola.
Fabregas come giovane tecnico sta facendo un grande lavoro a Como e ha portato una mentalità figlia del suo passato da calciatore. La sua carriera da giocatore ha Barcellona e Arsenal come luoghi e club influenti, e sono società nelle quali ha militato sia nelle giovanili, sia da senior.
Cesc rifiuta l’idea di dover esser giudicato sempre e solo dal risultato. Ambisce al gioco, alla forma oltre alla sostanza. In questa sua prima avventura da allenatore sta cercando di instillare i principi che hanno fatto la differenza nella sua vita da atleta, dove la qualità della prestazione ha anch’essa grande valore.
Alle spalle c’è una società che può vantare di esser ad oggi la proprietà più ricca d’Italia, la famiglia Hartono. E gennaio sarà un mese di rinnovamento, sulla strada tracciata in estate, con acquisti importanti. Al momento in rosa ci sono già elementi nuovi ma altri raggiungeranno la sponda lariane per poter conquistare una tranquilla salvezza a programmare un futuro stabile in massima serie.
Domani dunque sarà una sfida particolare, perché di fronte ci sarà un avversario che palleggia e verticalizza, e nonostante la posizione in classifica non speculerà né difenderà basso. I rossoneri avranno più spazi per attaccare ma verranno fortemente sollecitati a difendere, perché i lariani attaccano spesso con tanti uomini.
Non è usuale per il Como giocare partite ogni tre giorni, aspetto invece più d’abitudine per il Milan. Punti in palio importantissimi per la classifica di tutte e due, con il Diavolo con maggiore pressione, in vista della super sfida contro la Juve di sabato 18.00. Spazio per errori non ce n’è più.


