Il Milan ha ritrovato ordine grazie ad un aspetto in particolare: il nuovo codice di Allegri. A parlarne è il Corriere della Sera odierno che traccia le regole d’ingaggio che il tecnico livornese ha voluto per la sua squadra e in generale per l’ambiente rossonero.
Il codice di Allegri a Milanello: tutti i provvedimenti
Al centro sportivo di Carnago si respira aria nuova dopo una stagione fallimentare sotto tutti gli aspetti, di campo ed extra-campo. Dal 7 luglio ad oggi sono passati 80 giorni e si è compiuta una rivoluzione silenziosa che è partita da un obiettivo principale: creare un gruppo e renderlo squadra.
Sono tanti i dettagli su cui Allegri è intervenuto, a partire dalla convivialità dei pasti. Niente più tavoli piccoli separati, ma una sola tavola quadrata per evitare la creazione di gruppetti separati. Tutti devono stare insieme e condividere i propri pensieri… in italiano. L’altra regola riguarda l’obbligo di parlare la lingua italiana. Un provvedimento voluto anche da Zlatan Ibrahimovic, scrive il quotidiano.
Il ritiro pre-partita è tornato ad essere obbligatorio dopo anni in cui è stato facoltativo. Infine la questione dress code da trasferta: giocatori, magazzinieri e cuochi devono presentarsi allo stadio con l’abito di rappresentanza, giacca e cravatta. L’allenatore lo vede come un messaggio di appartenenza che deve coinvolgere tutti. Un monito che ripete spesso: “Siamo il Milan, non dimentichiamocelo mai“.
L’aspetto tecnico-tattico
Il Corriere della Sera parla anche dell’aspetto tecnico-tattico, oltre che del codice di Allegri. La difesa a 3 ha garantito una maggiore solidità, merito anche dell’ingresso in squadra di leader a centrocampo come Modric e Rabiot che hanno sì alzato l’età media della rosa (da 25,3 dello scorso anno ai quasi 27 attuali), ma la stanno facendo maturare con il loro esempio. E poi c’è lui, ovviamente, Massimiliano Allegri. Un tecnico vincente che “trasmette fiducia e compattezza“: così tutto è più facile.


