Neanche sei mesi dopo e tutti a buttare via il giocattolo per volerne uno nuovo. Il tifoso del Milan, sicuramente deluso in seguito a una stagione da ottavo posto, cerca piazza pulita…dando colpe a chi ha potuto dare davvero poco.
A fine febbraio tutti a esultare all’aeroporto di Linate per l’arrivo del nuovo campionissimo, quello voluto da qualsiasi Club. Santiago Gimenez lascia il Feyenoord per seguire il suo sogno nel vestire la maglia rossonera, diventando istantaneamente l’idolo di una tifoseria che necessitava un colpo entusiasmante.
I primi gol e le prestazioni che davano un’ottima impressione, poi gli articoli evitabili sulla stampa: “Eh, ma non segna da un mese“. Eccoci subito a gettare pressione sull’attaccante che ha zero esperienza in Serie A e che vive, nel frattempo, in uno spogliatoio deluso tra andamento in campionato ed eliminazione dalla Champions League proprio contro la squadra di Rotterdam.
Nel finale di stagione qualcosa di buono si è visto, venendo a sapere come lui stesso abbia giocato, nel silenzio assoluto, da infortunato. Nessuno che lo menziona, nessuno che lo apprezza. La sensazione è che qualcuno si sia già stufato, avvelenando malessere generale su Gimenez.
E adesso le voci di mercato che parlano di addio. Ce n’è bisogno? Dopo soli sei mesi e neanche una preparazione dall’inizio dell’anno? Durante la nascita di un nuovo ciclo? Gettare la spugna per una stella internazionale avente poco più di 20 anni? Mossa sbagliata.
Ci vuole un po’ più di rispetto per Santiago Gimenez, ma anche per sé stessi. Per i soldi spesi a gennaio, per la serietà che possiamo trasmettere alla nuova punta in arrivo (movimento sacrosanto). Per noi tifosi, che ci siamo messi a guardare gli highlights nelle notti invernali e pensare: “Questo ragazzo viene qui a fare la differenza“. E qualche mese dopo…volerlo dare subito via. Mi raccomando, tutti sul carro dei rimorsi poi. “Io l’avevo detto che non andava venduto” alla prima rete lontano dal Diavolo.
Visualizza questo post su Instagram

