Esattamente una settimana fa, su queste colonne, scrivevamo “It’s Harder than expected”, ovvero “E’ più difficile del previsto”, per rappresentare la situazione del Milan ad otto giorni dalla fine del mercato. Quell’editoriale si chiudeva con l’auspicio che nei successivi giorni il Milan avrebbe dato una sterzata al suo mercato, ed invece, non solo ciò non è accaduto, ma se possibile la situazione è peggiorata ancora di più. Perchè, in una rosa già ridotta all’osso, e a fronte del solo arrivo di Nkunku, adesso, quando mancano meno di 24 ore alla bandiera a scacchi della sessione estiva, il Milan sta cedendo anche Yunus Musah, Alex Jimenez e forse Samuel Chuckwueze e Santiago Gimenez.
Una vera e propria diaspora, che ha già visto oltre vengo giocatori lasciare il Diavolo, tra cessioni, prestiti, mancati riscatti e scadenze di contratto. Il tutto, in barba alle dichiarazioni dei dirigenti, che a giugno avevano apertamente dichiarato: “Non ci sarà rivoluzione”. Non è stata una rivoluzione. È stata molto di più. Ben lungi dal voler passare per critici o prevenuti, perché sono i fatti che parlano chiaro. Il rischio serio è che quella che sta per concludersi diventi l’ennesima estate di scelte raffazzonate, di una programmazione che doveva esserci e non c’è stata, l’inizio dell’ennesima stagione che parte in salita perché tante delle cose su cui si è lavorato durante il precampionato sono andate perse che i calciatori vanno e vengono come nelle porte girevoli di un hotel.
Il paradosso è che tutto questo è accaduto nonostante l’arrivo di un direttore sportivo “vero” e di un allenatore navigato, ma i problemi che attanagliano il Milan da tre anni a questa parte sono rimasti tali. Va detto con la massima onestà: se la sera del 31 di agosto una squadra come il Milan cerca ancora un giocatore per reparto, e due giorni prima un direttore sportivo aveva candidamente ammesso di essere rimasto spiazzato dal cambio di modulo dell’allenatore, significa che di programmato c’è stato poco o nulla. Uno dei corì più famosi della Curva Sud rossonera inizia con “Che confusione, sarà perché tifiamo…”. Il tifo, appunto, quello incondizionato: ci è rimasto solo quello…


