… ossia “è più dura del previsto“. Che è una frase che testimonia alla perfezione la situazione del Milan il giorno dopo l’esordio in Serie A e ad una settimana dalla chiusura del calciomercato. E che contiene al suo interno anche un gioco di parole con il cognome di quello che sembra essere il nuovo obiettivo numero uno per l’attacco del Diavolo, dopo che le visite mediche di Victor Boniface non hanno soddisfatto il club rossonero, il quale ha dunque deciso di rispedire il centravanti nigeriano al Bayer Leverkusen. Al 24 di agosto, dunque, il Milan è un cantiere aperto, anzi spalancato. Dentro e fuori dal campo.
Il mercato è assolutamente incompleto e anche a livello tattico c’è grande confusione, sinceramente inaspettata dopo il buon precampionato disputato dai rossoneri. La partita di San Siro è stata giocata decisamente male nel complesso dal Milan, che ha avuto una fase di reale pericolosità solo ad inizio secondo tempo, con 3-4 occasioni importanti, per poi spegnersi completamente con il gol di Bonazzoli, l’ennesimo giocatore da squadra medio-bassa di Serie A che contro il Milan tira fuori colpi e prestazioni da Pallone D’Oro. Ma, oltre agli errori individuali, nell’insufficienza vista contro la Cremonese, c’è molta responsabilità anche dello stesso Allegri, alcune scelte del quale sono risultate abbastanza discutibili.
Come quella relativa a Samuele Ricci: regista titolare di tutto il precampionato e poi relegato in panchina alla prima di campionato; per non parlare della decisione di schierare contemporaneamente Loftus-Cheek e Fofana, due giocatori che non hanno alcun modo di coesistere. Infine, Estupinian: il sudamericano ha giocato onestamente male nel primo tempo, ma perchè toglierlo subito dopo aver fatto un assist attraverso cui avrebbe potuto prendere fiducia? Soprattutto per inserire Jimenez, che porta sempre vivacità, ma anche tanta, troppa, confusione e ingenue proteste.
Campo e mercato: il Milan è un cantiere spalancato
E’ anche vero che, di grosse alternative in panchina, Allegri non ne aveva. Solo otto giocatori di movimento: tre difensori, tre mediani, e due esterni. E qui veniamo all’altro problema di Via Aldo Rossi: il calciomercato. Avere in rosa un solo centravanti a fine agosto è quasi un reato; non aver preso un vero leader difensivo dopo aver venduto Thiaw a 40 milioni, altrettanto. Va bene una rosa più corta senza le coppe europee, ma così è troppo. Le partite spesso e volentieri si vincono con le sostituzioni, e oggi sarebbe impossibile: dopo una stagione scellerata come quella passata, era fondamentale partire bene per dare fiducia ad un ambiente che rischia giorno dopo giorno di disaffezionarsi sempre di più.
Vedremo nelle prossime ore che effetti sortirà il vertice di mercato tenuto questa mattina a Casa Milan da Allegri e la dirigenza rossonera, anche se l’innesto più immediato (Harder, appunto) sembra l’ennesima giovane promessa che avrà bisogno di tempo per crescere e anche sbagliare, quel tempo che chi indossa la maglia del Milan non ha praticamente mai. Allegri, da cui si deve sicuramente pretendere maggiore solidità difensiva, ha sempre avuto bisogno, nella sua carriera, di attaccanti molto forti perché, nell’allenare la fase offensiva in generale, è stato ed è un allenatore abbastanza carente. Ci sono meno di cinque giorni di tempo a Lecce-Milan: è una corsa contro il tempo…


