Un grande Milan torna a vincere al Santiago Bernabeu dopo quindici anni: i rossoneri sconfiggono 3-1 il Real Madrid con una prova maiuscola sia in fase difensiva che offensiva.
Real Madrid-Milan, primo tempo
Confermate, come al solito, le indiscrezioni della vigilia: nel 4-2-3-1, Fonseca sceglie un esterno destro più di copertura, come Musah, con Pulisic ancora trequartista. In difesa, Tomori vince il ballottaggio con Pavlovic per affiancare Thiaw. Solito 4-4-2 per Ancelotti, con Modric preferito a Camavinga in mediana e solita coppia d’attacco composta da Vinicius e Mbappè,. mentre a centrocampo Modric viene preferito a Camavinga. La partita inizia su buoni ritmi, con il Milan che cerca di non abbassarsi troppo: la prima occasione è per i Blancos, con il tiro di Mbappè respinto da Maignan. Alla prima sortita offensiva, però, il Milan passa: minuto 12, su un angolo conquistato da Leao, Pulisic pennella in mezzo trovando la girata di testa di Malick Thiaw che non lascia scampo a Lunin. I padroni di casa rispondono subito: Mbappè va via proprio a Thiaw e scarica un destro che Maignan respinge; Musah sbaglia il pallone in uscita e favorisce il tiro di Vinicius, debole e facile preda del portiere rossonero. Al minuto 21, calcio di rigore per il Real Madrid: Theo Hernandez sbaglia il rilancio, regalando palla a Modric, che imbuca per Vinicius, atterrato in scivolata da Emerson Royal. Dal dischetto va lo stesso brasiliano che calcia centrale e trova il pareggio.
In occasione della concessione del penalty, ammonito Morata per proteste: lo spagnolo era diffidato e pertanto salterà la prossima partita, contro lo Slovan Bratislava. Al 29° ci prova Bellingham, ma il suo destro non è nè un tiro nè un cross e si perde sul fondo. Sul ribaltamento di fronte, Theo Hernandez conduce palla fino al limite dell’area, ma il suo sinistro, indirizzato verso la porta, viene deviato in corner. Sugli sviluppi, la palla arriva fuori area a Reijnders, trova l’ottima parata di Lunin. Al minuto 37, ci prova Tchouameni dalla distanza, ma senza impensierire il compagno di Nazionale, Maignan. Passano due minuti, ed il Diavolo torna avanti: Pulisic serve Leao, che si gira ottimamente trovando una grande parata di Lunin, ma il primo ad avventarsi sulla palla vagante è Alvaro Morata che insacca il più facile dei tap-in. Il Milan prova a congelare il possesso, ma negli spazi il Real è pericolosissimo: con il Diavolo sbilanciato in avanti, Mbappè si invola verso la porta bruciando Tomori, ma sul suo diagonale da posizione defilata è ancora attento Maignan di piede. Nei quattro minuti di recupero concessi da Vincic, il Milan tiene il possesso palla senza correre rischi e va al riposo in vantaggio.
Real Madrid-Milan, secondo tempo
Evidentemente non soddisfatto dei suoi, Ancelotti opera due cambi all’intervallo: dentro Camavinga e l’ex Brahim Diaz, al posto di Tchouameni e Valverde. Il primo tentativo è di Vinicius, ma la conclusione del brasiliano dal limite è debole e centrale e facile preda di Maignan. Al settimo, grande occasione per il Milan: cross con il contagiri di Emerson Royal, di testa Leao mira all’angolo ma trova il miracolo di Lunin; sul prosieguo dell’azione, filtrante di Reijnders per Theo Hernandez che calcia male contrastato da un difensore del Real. Passano tre minuti ed il Milan ha un’altra chance: Pulisic conduce il contropiede, ma il passaggio per Leao non è precisissimo e il portoghese viene murato. Passata l’ora di gioco, pericoloso il Real: errore in uscita di Pulisic, la palla arriva a Mbappè che calcia di destro senza però inquadrare lo specchio. Milan ancora pericoloso su corner: ancora Pulisic alla battuta, Morata sul primo palo ci mette il tacco colpendo il palo esterno. Al venti dalla fine, i primi cambi di Fonseca: dentro Loftus-Cheek e Abraham per Pulisic e Morata. Al minuto 73, il Milan cala il tris: Leao brucia Militao e Vazquez e serve Tijjani Reijnders, che controlla in corsa e con il sinistro non lascia scampo a Lunin. Le Merengues provano a rispondere con Mbappè, il cui destro è forse destinato sul fondo, ma Maignan non si fida e decide di allungarla in corner.
Al minuto 77, Fonseca toglie Leao che esce tra gli applausi dei milanisti presenti al Bernabeu: al suo posto Okafor. Due minuti dopo ci prova il neoentrato Fran Garcia, ma sul suo destro è attento Maignan. A nove dalla fine, il Real accorcia le distanze con Rudiger, ma dopo un lungo consulto VAR, l’arbitro annulla per fuorigioco dello stesso difensore ex Roma. All’85° errore in impostazione di Maignan che serve Brahim Diaz, che prova a superare in pallonetto il portiere rossonero, ma senza inquadrare la porta. Tre minuti dopo, Milan ad un passo dal poker: Theo Hernandez si invola sulla fascia e serve un cioccolatino per Loftus-Cheek, che davanti a Lunin calcia addosso al portiere ucraino. Ad un minuto dal novantesimo, cross di Mendy per Vinicius, che tutto solo in area colpisce male di testa mandando largo. Nel primo dei sei minuti di recupero, autentico miracolo di Maignan sul colpo di testa da due passi di Brahim Diaz. Al terzo minuto, Fonseca alza le barricate inserendo Calabria e Pavlovic per Emerson Royal e Musah. Subito dopo, occasione sui piedi di Militao, che da ottima posizione calcia altissimo. E’ l’ultima occasione di un match straordinario del Milan, che torna dalla Spagna con tre punti tanto meritati quanto importanti.


