La cessione di Reijnders poteva essere evitabile: il Milan poteva fare cassa altrove. E quelle parole di Furlani…

La cessione di Reijnders sarà una delle più remunerative della storia del Milan. Tijjani arrivò in rossonero nell’estate 2023 per una cifra intorno ai 20 milioni e ora lo lascia per una tra i 70/75, superando anche le cifre per la quale Sandro Tonali è passato al Newcastle. La cessione era nell’aria, l’olandese era ben osservato dal Manchester City ormai da settimane, e le voci giravano già.

Eppure, la voce di Giorgio Furlani che dichiara apertamente che “non ci sarà bisogno di effettuare grandi cessioni“, continua a risuonare nella testa dei tifosi rossoneri che si erano sin da subito affezionati al centrocampista olandese. Nel calcio d’oggi è chiaro che non ci si può più affezionare ai giocatori come un tempo, però magari si può evitare di distorcere la realtà con questo tipo di dichiarazioni.

È comprensibile che ora il Diavolo sia in una situazione di debolezza vista la mancata qualificazione alle coppe europee e il disastro in campionato di quest’anno, ma non provare neanche a dichiarare incedibile un pezzo fondamentale di questa squadra come Reijnders è da stolti. Chiunque arriverà, a meno che non sia un grande nome, avrà bisogno di almeno un anno per potersi adattare e crescere raggiungendo alti livelli, e poi cosa si farà? Si venderà anch’esso tornando punto e a capo? Strategia rivedibile, almeno dal punto di vista del risultato sportivo, punto che più conta in questo club.

Eppure bastava un pizzico in più di intelligenza e lungimiranza, ma soprattutto di lavoro, per poter puntare alla cessione di altri giocatori palesemente “di troppo” e raggiungere la cifra necessaria per salvare il tanto agognato bilancio. E invece no, si va sul semplice e, come è successo spesso quest’anno, si va a commettere degli errori. La cessione di colui che ha appena vinto il premio di miglior centrocampista della Serie A in questa stagione è molto discutibile.

Un buon dirigente sportivo deve anche essere capace a vendere determinati giocatori che, per un motivo o per l’altro, sonoormai “fuori mercato“. C’è una lunga lista di coloro che troveranno probabilmente poco spazio l’anno prossimo e che, a giudicare dalle prestazioni di quest’anno, meriterebbero di cercare un futuro altrove. Basta continuare a fare favori alle altre squadre prestando i propri giocatori, solo per poi vederli tornare indietro ogni anno perché il riscatto è stato giudicato “troppo alto“.

Tare avrà parecchio da fare per dirottare la nave al di fuori della cattive acque in cui il famigerato “gruppo di lavoro” ha cacciato la società negli ultimi due anni. Per ora i primi segnali sono buoni, l’arrivo di Allegri può essere di buon auspicio, ma basta chiacchiere: servono fatti. La cessione di Reijnders si può e si deve accettare, ma che ogni estate ci sia una telenovela simile non può più essere la normalità.

Milan: Tijjani Reijnders (Photo Credit: IPA Agency)
Milan: Tijjani Reijnders (Photo Credit: IPA Agency)

 

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