Sono serviti quasi 90 giorni per la stesura della Costituzione degli Stati Uniti, da quella riunione a Filadelfia fino al Trump-bis che probabilmente ha sancito la sconfessione dei guru ne è passato di tempo. Un’analisi accurata – nonostante il contesto totalmente differente – lo merita il centrocampo del Milan dopo 91 giorni esatti dalla prima gara ufficiale della stagione 2024-2025.
Centrocampo e cambiamento: Fonseca cerca questo
I calciatori che hanno contribuito a creare il centrocampo di Paulo Fonseca sono essenzialmente 4: Reijnders, Fofana, Musah e Loftus-Cheek in ordine di importanza e valore mostrato tra Serie A e Champions League. Nonostante l’acquisto di Fofana dal Monaco, la coperta corta è stata alimentata a causa del grave infortunio di Bennacer. Le vittorie contro Inter e Real Madrid hanno alzato il livello di fiducia del popolo rossonero che si sa, è molto irrequieto quando le cose non vanno bene.
Cambiamento è il concetto cercato dalla dirigenza rossonera con Fonseca che rispettava l’identikit dell’allenatore ideale per il club. Se la difesa continua a non dare garanzie, la questione relativa al centrocampo offre poche opzioni verso il futuro. C’è una grande eccezione, quell’olandese vicinissimo al Bologna poi arrivato in rossonero: Tijjani Reijnders.
I dati opta su Reijnders e Fofana: il centrocampo sono loro
Secondo i dati Opta, l’ex AZ Alkmaar ha un xG (gol attesi) di 1,4 a partita in tutte le competizioni. Un assist atteso ogni 90 minuti per il centrocampista olandese in Serie A, più bassa la media in Europa (0.2) ma 3 gol in 4 presenze lo rendono uno dei migliori nella competizione. Tijjani ha maggiore licenza di inventare rispetto allo scorso anno, 92% di passaggi corretti a conferma della grande crescita negli ultimi mesi.
Fofana e Reijnders sono la coppia insostituibile del tecnico portoghese, 12 volte dal primo minuto e Fonseca che non può proprio farne a meno. L’ex Monaco non è stato più tolto dal campo a dimostrazione dell’equilibrio fornito a tutta la squadra. Sono 9 su 17 i tackle riusciti dal centrocampista francese, un dato da non trascurare se si pensa che supera il 55%. Diverse le intercettazioni (13) a testimonianza di una notevole lettura del gioco quando l’avversario ha la palla per impostare.
Il jolly e il gigante smarrito
Gli ultimi due nomi che hanno composto la mediana del Milan sono Musah e Loftus-Cheek. L’americano è stato impiegati in vari ruoli tra cui la corsia esterna come nella trasferta del Bernabeu (ottimi risultati), sembra dare il meglio di sé senza la palla tra i piedi e quindi lontano dalla zona d’impostazione. La grande corsa e duttilità rendono il numero 80 prezioso nelle rotazioni.
Loftus-Cheek sembra abbia pagato maggiormente il cambio di allenatore. I 10 gol della scorsa stagione al momento sono un lontano ricordo, ecco perché l’inglese sta sfruttando questa sosta nazionali per mettersi al pari degli altri. Si percepisce che Loftus sembri leggermente smarrito con il nuovo assetto tattico e l’atteggiamento pare totalmente sbagliato come l’ingresso poco convincente a Cagliari. Rimanere bloccato nei due di centrocampo è un ruolo che non si addice all’ex Chelsea, verrà fatto l’ennesimo tentativo per aumentare i giri del motore.


