Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Fabio Capello dice la sua sul progetto Milan che guarda al mercato italiano. L’ex allenatore rossonero esprime grande soddisfazione per quest’idea.
Serve il gruppo italiano: “Fon-da-men-ta-le. Guardate la classifica di Serie A. Chi comanda? L’Inter, che ha un blocco solidissimo di italiani, da Bastoni a Barella, da Acerbi a Dimarco. Chi insegue? Il Napoli, che ha un altro blocco italiano fortissimo con Di Lorenzo, Meret, Politano, Raspadori. Gli allenatori che si giocano lo scudetto sono Inzaghi e Conte: non è un caso, più chiaro di così…“.
Perché scegliere un azzurro: “A mio avviso avere un gruppo di italiani nello spogliatoio migliora la squadra in tutti i sensi. Anche dal punto di vista tattico, certo: pensate a quanti giocatori stranieri faticano per ambientarsi e prendere le misure con il nostro calcio. Se in squadra c’è una base che quel calcio lo conosce perché lo mastica fin dagli inizi della carriera, allora tutto diventa più facile. Poi certo, c’è un aspetto che non può passare in secondo piano…Se il Milan deciderà di investire su profili italiani, dovranno prima di tutto essere da… Milan. La qualità fa sempre la differenza. Ma diciamo così: a parità di qualità, io andrei sempre su un italiano“.
Il suo Milan: “Beh, per cominciare la difesa era tutta azzurra. Lo dico sempre: abbiamo costruito una casa magnifica perché avevamo delle fondamenta incredibili. Baresi, Maldini, Costacurta, Tassotti, Filippo Galli: tutti italiani, quasi tutti figli del settore giovanile. E poi Albertini, Donadoni, Massaro… Avevamo Palloni d’oro, ma l’ossatura era italianissima. E gli italiani erano un punto di riferimento per tutti: per i nuovi arrivati, per gli stranieri che si univano al gruppo dopo ogni mercato, per me in panchina naturalmente“.
Il Milan poco vincente: “Io onestamente non capisco cosa sia successo. Eppure la strada sembrava stata tracciata qualche anno fa: il Milan che ha vinto lo scudetto nel 2022 aveva un allenatore italiano, Pioli, e in campo colonne come Tonali, lo stesso Calabria o Romagnoli. Anche Donnarumma ha fatto un grande percorso in rossonero, contribuendo alla risalita che ha riportato la squadra in Champions dopo una vita lontano dal torneo più importante d’Europa. Un torneo nel quale il Milan è storicamente di casa“.
Gli obiettivi: “Ma preferisco non soffermarmi sui singoli. Non è il mio lavoro, è il lavoro che spetterà al prossimo direttore sportivo rossonero, altra figura importantissima della quale un grande club non può fare a meno. Sono felice che se ne siano resi conto anche al Milan, finalmente. Quello che posso dire, senza ombra di dubbio, è che oggi ci sono giocatori italiani, anche nel giro della Nazionale, che starebbero benissimo al Milan. E che qualcuno di talento, i rossoneri ce l’hanno già tra le mani…“.
Su Camarda: “Ripeto, il mio Milan era pieno di campioni italiani cresciuti in rossonero. Camarda ha il potenziale per fare grandi cose: merita spazio, anche in prima squadra. In Spagna succede, anche nei grandi club…“.


