Fabio Capello ha rilasciato un’intervista ai microfoni della Gazzetta dello Sport nella quale ha parlato della situazione riguardante la Nazionale italiana e il duo Paolo Maldini-Leonardo. Ecco l’opinione dello storico tecnico rossonero in merito.
Capello: «Mi aspettavo le dimissioni di Maldini e Leonardo. Sono caratteri forti…»
«È stato un gran pasticcio. Secondo me è chiaro che, per non accettare Pirlo come allenatore della Nazionale, si è andati a fondo cercando di trovare delle cose contro di lui. Me lo aspettavo che Maldini e Leonardo avrebbero dato le dimissioni, non sentendosi liberi di fare ciò che pensano sia importante per risollevare la Nazionale. In un certo senso, dopo aver promesso tanto, si sono sentiti usati. Sono caratteri forti, ma non hanno bisogno di essere protagonisti: avevano accettato dopo essere stati assicurati sull’indipendenza delle scelte, quindi conoscendoli mi sembrano normalissime le dimissioni da parte loro».
L’appunto a Maldini e Leonardo
«Diciamo che è sfumato un progetto che secondo me aveva delle bellissime idee: il presidente lo aveva accettato, altrimenti Maldini e Leonardo non avrebbero abbracciato questa sfida. Se però devo fare un appunto a Maldini e Leonardo, è quello di aver cercato di scalare l’Everest con le ciaspole: si sapeva che Guardiola avrebbe detto di no e loro si sono fatti un po’ trascinare dal fatto di essere liberi di scegliere. Anzi, secondo me si sono fatti prendere in giro: valutando la squadra che avrebbe dovuto allenare, Pep ha detto di no. Ha fatto degli incontri quasi per perdere tempo, penso che non avrebbe mai accettato. Me l’aspettavo. Quando ho sentito il nome di Guardiola mi sono detto: è un’utopia…».
Capello conclude: «Pirlo? Avrebbero battuto una strada nuova, diversa, fuori dai canoni normali. Adesso però torniamo su delle persone che hanno già fatto l’allenatore della Nazionale. Per me resta solo Antonio Conte, che è un ottimo allenatore. Attenzione, non discuto la bravura di Mancini come tecnico, ma quello che ha fatto, secondo me, è molto grave».



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