Dopo dieci giornate di campionato il Milan si ritrova al terzo posto della classifica e a tre lunghezze dalla vetta, occupata dall’Inter. Due mesi e mezzo di stagione caratterizzati da alti e bassi: prestazioni convincenti che si alternano a sconfitte pesanti, i tanti innesti estivi che hanno convinto solo in parte, ma anche troppi infortuni (come sempre) che hanno in qualche modo reso irto di ostacoli il cammino rossonero.
Il parere degli addetti ai lavori, i giudizi dei tifosi rossoneri e i piccoli screzi interni (che ci sono stati, seppur chiariti) portano al racconto di un quadro complessivo ampiamente negativo (se non addirittura drammatico) su quanto raccolto dal Milan e Stefano Pioli. Giusto che sia così? In parte, forse. Perché da un lato i rossoneri avrebbero certamente potuto fare di più: dal derby perso malamente al pareggio in rimonta contro il Napoli. Ma sul lato opposto della medaglia, c’è un dettaglio da non poter sottovalutare che riguarda il calendario, a dir poco osceno se pensiamo ai big match consecutivi da dover affrontare. In queste prime dieci giornate di campionato, il Milan si ritrova a tre punti dalla vetta avendo già archiviato Inter, Juventus, Napoli, Lazio, Roma. Tutte le big, ad eccezione dell’Atalanta.
E quindi, al netto delle insidie di un Milan che non ha ancora trovato la sua dimensione e che dovrà certamente risolvere alcuni problemi (fisici, di tenuta mentale e di campo) la seconda parte del girone d’andata può assolutamente diventare quella delle occasioni.
I prossimi incontri – escludendo il discorso Champions League – saranno cronologicamente contro Udinese, Lecce, Fiorentina, Frosinone. La sfida contro i viola sarà tra le quattro quella più complicata, in un calendario che può restituire alla squadra di Pioli un filotto di risultati utili per rilanciarsi nella corsa scudetto. Successivamente a queste gare, il girone si chiuderà con Atalanta, Monza, Salernitana, Sassuolo, Empoli.
Il Milan ritroverà dunque la normalità di un calendario che prevede anche sfide abbordabili, e non soltanto big match. Saranno due mesi importantissimi per cambiare questo trend altalenante e ritrovare fiducia, sorriso, coesione e – perché no – anche la vetta della classifica.


