Con ogni probabilità si è appena chiusa la sessione invernale di calciomercato più impattante della storia del Milan. Soglia di incedibilità molto bassa, aspetto percepito anche dall’esterno tanto che son arrivate offerte persino per Theo Hernandez e Leao. Possiamo dire che siano state le uniche rispedite al mittente, mentre per qualsiasi altro giocatore la dirigenza si è seduta al tavolo ad ascoltare proposte.
Tutto questo mettendo inopinatamente da parte il derby di campionato, al quale il Milan è arrivato con un roster all’osso, per indisponibili ma anche per giocatori in uscita o procinto di. Per Conceicao deve esser stato davvero complesso preparare una gara così importante per l’ambiente e per la classifica in queste condizioni.
Particolarmente singolare è stata la settimana di Tomori e Pavlovic, gli unici difensori centrali integri, entrambi al centro di contrattazioni avanzate con diversi club. Il Tottenham è parso vicinissimo a Fik, mentre sempre dalla Premier ma anche dalla Turchia son state diverse le squadre che hanno provato a prendere il difensore serbo.
Ebbene, nonostante queste pressioni nei giorni e nelle ore immediatamente precedenti alla gara, i due hanno probabilmente tirato fuori una delle migliori prestazioni da quando vestono la maglia del Diavolo. Da 7 in pagella, per intensità, attenzione e interpretazione della partita in generale. Un senso di appartenenza e professionalità che non era affatto scontato.
Menzione a parte per Walker. Catapultato nel mondo Milan e della Serie A nella settimana più folle degli ultimi decenni, ha giocato una gara senza sbavature e senza che nessuno potesse accorgersi fosse un esordio assoluto.
Valori tecnici e umani dai quali ripartire. Quelli che temevamo di aver completamente perso a Zagabria non più di una settimana fa. Una svolta completa e sostanziale ora va confermata nelle prossime partite, con l’integrazione dei nuovi acquisti. Sarà un febbraio da 3 partite a settimana, in pratica come gennaio, sempre sull’acceleratore e pochissimo tempo per allenare. La pressione però pare nom spaventare mister Sergio. Confidiamo.


