Franco Baresi è riuscito in qualcosa che nessun dirigente, nessun allenatore e nessun comunicato avrebbero potuto ottenere: far emergere, in pochi istanti, il sentimento autentico del popolo rossonero. Sul sagrato di Sant’Ambrogio, nel giorno dell’ultimo saluto al Capitano, il Milan si è raccontato da solo. Non attraverso gli striscioni o i cori organizzati, ma con la reazione più spontanea possibile.
Gli applausi hanno celebrato chi continua a essere riconosciuto come parte dell’anima del club. I fischi hanno indirizzato un messaggio altrettanto chiaro a chi oggi ne rappresenta il presente. Nel momento più solenne, la tifoseria ha finito per consegnare anche una fotografia nitida del proprio stato d’animo.
L’identità non si eredita
Paolo Maldini, Ariedo Braida e gli altri protagonisti della grande storia rossonera sono stati accolti da applausi sinceri, quasi liberatori. Non un omaggio dettato dalla nostalgia, ma il riconoscimento di un’appartenenza che continua a essere percepita come autentica. È questo il punto che il Milan di oggi non può permettersi di sottovalutare: l’identità non si acquista, non si comunica e non si eredita per diritto. Si costruisce con la credibilità, con la competenza e con la capacità di incarnare quei valori che hanno reso il club un punto di riferimento mondiale. Per i tifosi, quei volti continuano a rappresentare molto più di un passato glorioso: rappresentano il modo in cui il Milan dovrebbe guardare al futuro.
Il verdetto del popolo rossonero
I fischi rivolti a Gerry Cardinale, Paolo Scaroni e anche al sindaco Giuseppe Sala hanno avuto un peso che va oltre la cronaca della giornata. Nessuna contestazione organizzata, nessuna ricerca dello scontro: soltanto una presa di posizione tanto spontanea quanto rumorosa. In un luogo che avrebbe dovuto appartenere esclusivamente al ricordo di Franco Baresi, il popolo rossonero ha finito per esprimere anche il proprio giudizio sul presente.
Non è una sentenza definitiva, ma è un segnale impossibile da ignorare. Perché il funerale del Capitano non ha indicato soltanto chi il Milan è stato. Ha ricordato, con una chiarezza quasi disarmante, da chi i tifosi vorrebbero ripartire e da chi, invece, sentono ancora il bisogno di prendere le distanze.



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