Dare i numeri: il Milan e le pagelle misteriose dopo la sfida contro l’Atalanta

Una prestazione maiuscola da parte di tutta la squadra rossonera ha permesso al Milan di prevalere sull’Atalanta. Doppia vittoria consecutiva in quel del Gewiss Stadium nel giro di 4 mesi: una prova di forza in una partita mai in discussione e incanalata già dopo 28 secondi con l’accoppiata Calabria-Theo Hernandez.

Tra le varie analisi della gara di ieri sera ci ha colpito quella di Tuttosport e i voti assegnati a Franck Kessie e Simon Kjaer. Al primo un misero 6, al secondo un 5. “Presenza inattesa, al posto di Bennacer, subito dopo l’ingenuità di Champions costata carissima al suo Milan. A Bergamo non lo amano, malgrado i suoi trascorsi. O forse proprio per questo“, questa la giustificazione del voto all’ivoriano. “Subisce un po’ troppo l’uno contro uno con Zapata, che ha spesso la meglio. Poco reattivo”, questa quella per il danese. Punti di vista che non ci trovano d’accordo.

Il fattore K: Kessie e Kjaer “sottotono”

Kessie 7,5: “Si è ripreso. Finalmente. Il vero Kessie è quello di Bergamo. Giganteggia e chiude qualsiasi spiraglio, dopo una settimana così non era facile“.
Kjaer 7: “Non ha un cliente facile ma se la cava alla grande nonostante qualche piccola défaillance in apertura“.
Sono queste, invece, la valutazioni fatte dalla nostra redazione. Non pensiamo che ci sia una valutazione migliore, è soggettivo, ma vorremmo spiegare per quale motivo ci troviamo tutt’altro che d’accordo con il quotidiano torinese.

Il primo: 91% di passaggi riusciti, 100% di dribbling completati, secondo nei rossoneri per 63 tocchi (comprendenti di ricezione, dribbling e passaggio), 3 tackles e tanti intercetti, soprattutto sui cross provenienti dalle fasce nerazzurre. Un giocatore ovunque ed è da lui che è iniziata l’azione del momentaneo 0-3. Mai in difficoltà, sempre sicuro nelle giocate e dominante con la sua fisicità.

Il secondo: 84% di passaggi riusciti, 3 tackles, 1 intercettazione e ben 5 palloni bloccati. Un pressing asfissiante su Duvan Zapata, il quale nel primo tempo lo ha sì messo in difficoltà, ma si è trovato spesso costretto a perdere contrasti (soprattutto nella seconda frazione). Con Tomori e Maignan ha formato un muro quasi impenetrabile, se non con gli episodi noti a tutti. L’insufficienza ci appare molto severa.

Milan: Mike Maignan, Franck Kessie, Fikayo Tomori e Simon Kjaer (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
Milan: Mike Maignan, Franck Kessie, Fikayo Tomori e Simon Kjaer (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
Daniele Minini
Daniele Minini
Giornalista pubblicista, appassionato di sport. 25 anni. Ho studiato lingue, sono laureato in Scienze della Comunicazione e frequento un Master in Giornalismo. Multitasking e sempre pronto a imparare.

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