Si può parlare di Amorim a prima vista. Giochi di parole a parte, l’impatto del tecnico portoghese sul Milan è stato forte non solo sul campo, ma anche fuori. Negli atteggiamenti, nelle parole e nei gesti. A parlarne è la Gazzetta dello Sport odierna.
L’eleganza di Amorim: una necessità per il Milan
Una delle prime cose che ha detto l’ex Manchester United al suo arrivo a Milano ha riguardato il suo outfit: «Qui è diverso e bisogna presentarsi in modo diverso. E poi Milano è la capitale della moda, quindi bisogna rappresentare anche la propria città nel modo migliore». Detto, fatto. Perché l’allenatore lusitano, esclusa la conferenza stampa della vigilia per una questione di comodità in vista del viaggio e post allenamento, si è sempre presentato in abito e camicia. Il modo migliore per rappresentare l’eleganza del Milan. Ma non è solo questo, perché la Rosea parla anche della gentilezza nei confronti di tutto il personale del club e la disponibilità mostrata.
Il legame con la città di Milano e l’identità già chiara in campo
Un altro aspetto da evidenziare è la sua volontà di integrarsi completamente con la città. Per questo motivo ha deciso di vivere nella zona di City Life. E poi parla il campo, dove il Milan ha già mostrato un’identità tattica chiara, un’identità amorimiana. Aggressività, difesa alta, compattezza in fase offensiva e difensiva. È solo la prima, ma i segnali lanciati sono stati promettenti.



[…] Positivo, inoltre, l’atteggiamento nel recupero palla molto alto da parte della squadra di Amorim (a 44,5 […]