Per settimane in casa Milan si è parlato di tutto tranne che di calcio. Dirigenti, organigrammi, poteri interni, ruoli poco chiari, indiscrezioni e continui rinvii. Il club rossonero ha attraversato una delle fasi più confuse degli ultimi anni, dando spesso l’impressione di rincorrere gli eventi invece di governarli. Poi all’improvviso – non tanto improvviso, onestamente – una piccola luce in fondo al tunnel. Le voci sempre più insistenti di Ruben Amorim vicino alla panchina rossonera hanno preso piede fino all’ufficialità delle scorse ore.
Un’ufficialità che va oltre il semplice annuncio. Per la prima volta dopo settimane di incertezza, nel mondo Milan si intravede una direzione. Non una soluzione definitiva, perché il lavoro da fare resta enorme, ma almeno si inizia a delineare qualcosa. La struttura dirigenziale è ancora incompleta, diversi tasselli devono trovare la propria collocazione e il mercato dovrà inevitabilmente accompagnare la nascita di un nuovo ciclo. Eppure per la prima volta da tempo si vede una luce in fondo al tunnel.
Il Milan adesso ha un’idea. Ma che vada perseguita
Un contratto fino al 2029 e un investimento importante da circa 3,5 milioni di euro a stagione raccontano una volontà precisa – magari questa volta finalmente ipotizzabile -, quella di costruire un progetto a lungo termine. Le parole di Gerry Cardinale vanno esattamente in questa direzione. «Seguiamo Ruben da anni, è stato straordinario e rispecchia esattamente lo stile di gioco che stiamo cercando». Un Cardinale che parla di calcio da una propria visione, come non si era mai visto. E poi ancora parole d’elogio come ambizione, identità, leadership, approccio tattico. Parole che, negli ultimi mesi, erano quasi sparite dal vocabolario rossonero.
E Amorim risponde così
«Ci sono ambizioni che ti accompagnano per tutta la carriera e, per me, allenare il Milan è sempre stata una di queste», parole che fanno tornare in auge quello status che il Milan da un po’ di tempo aveva perso. Perché il Milan, nonostante le difficoltà degli ultimi anni, continua a rappresentare qualcosa di diverso nel panorama calcistico europeo. E che qualcuno se lo ricordi ogni tanto non è da far passare inosservato. Quando Amorim parla di storia, prestigio e di una tifoseria straordinaria, ricorda a tutti una verità spesso dimenticata negli ultimi mesi: il Milan resta il Milan. E forse proprio da qui bisogna ripartire.
Non è la soluzione ma poco ci manca
Naturalmente non basta un allenatore per risolvere ogni problema. L’arrivo di Amorim non è quello del Messia e nemmeno la soluzione ideale a tutto ciò che di sbagliato c’era e c’è nel Milan. Le questioni societarie restano aperte. L’organigramma necessita ancora di chiarezza e stabilità. Le responsabilità dovranno essere definite con precisione. E poi arriverà il mercato, che dovrà mettere a disposizione di Amorim una rosa coerente con il suo calcio. Ma la differenza rispetto a qualche settimana fa è evidente. Prima c’erano soltanto domande. Oggi esiste almeno una risposta.
Esiste un progetto? Forse sì, ma adesso serve che gli si vada dietro
Ne abbiamo visti tanti di Milan che negli ultimi anni hanno ribaltato tutte le premesse della vigilia dalla testa ai piedi anche quando sembrava esserci uno straccio di progetto. Un progetto che, per assenza di tempo (e di risultati), non è stato perseguito fino alla fine. Da Fonseca a Conceiçao, passando per Allegri ma anche prima. Quasi un allenatore all’anno e anche le figure societarie sembravano passarsi le consegne ogni volta che qualcosa non andava bene.
Amorim è il primo mattoncino. Poi dovranno esserci il secondo e il terzo. E poi tanti altri per costruire quella rosa che dovrà cancellare le ultime buie settimane rossonere. La luce in fondo al tunnel si vede. Adesso la vera sfida sarà raggiungerla senza perdersi di nuovo per strada. Cardinale è sceso in campo. Questa volta non si può più sbagliare.



[…] in Serie A come altrove. Ma quando un tecnico bravissimo come Ruben sente quella fiducia e quel sostegno, non può che fare grandi cose, portare grandi risultati. E di questo ne sono sicuro al […]