Sarò sincero: la scelta del Milan di puntare su Massimiliano Allegri mi ha spiazzato. Per sostanza e forma, per tempi e modalità. Nel momento in cui quello rossonero sembrava il club più in ritardo nel domino di allenatori scatenatosi subito dopo la fine del campionato, ecco la zampata del neo ds Tare, che in soli due giorni dal suo arrivo ha riportato Allegri a Milanello, facendo sì che il Diavolo fosse il primo top club ad avere la certezza dell’allenatore per la prossima stagione, seguito a ruota dal Napoli Campione d’Italia. E questo è sicuramente un punto a favore dei rossoneri, che, dopo l’esasperato attendismo che ha contraddistinto le ultime stagioni, stanno già iniziando a programmare la prossima stagione, mentre le competitors (Napoli escluso) sono ancora alle prese con trattative e tentativi di accordi.
Atalanta, Roma, Fiorentina e Lazio ad oggi non hanno un allenatore, mentre Juventus e Inter non sanno se gli attuali tecnici saranno sulla panchina anche il prossimo anno, ed in caso negativo, chi dovrebbe sostituirli. Dunque, dal punto di vista delle tempistiche, la scelta di Allegri è stata straordinaria, anche perchè il toscano era un candidato anche per almeno un paio delle squadre sopra citate. Anche dal punto di vista del “peso politico”, quella dell’ex bianconero è una scelta che ci può stare. Allegri, infatti, conosce benissimo il calcio italiano e sa come affrontare le problematiche che un campionato particolare e “complicato” come la Serie A porta inevitabilmente con sè ogni anno. Conosce l’ambiente Milan, conosce chi gli gira intorno, e nei suoi anni alla Juventus non ha avuto timore di fare da scudo verso la squadra quando qualcosa, dentro e fuori dalla Continassa, non andava.
Il grosso punto interrogativo, nei ragionamenti che mi hanno accompagnato in questi ultimi giorni, è sull’idea di calcio che Allegri ha intenzione di portare a Milanello e, soprattutto, sui risultati che riuscirà a garantire al Milan dopo una delle stagioni più disastrate dell’ultimo decennio. Dopo un quinquennio molto positivo alla Juventus, Allegri, tra il 2019 e il 2021 ha vissuto due anni “di riposo”, durante i quali è stato accostato a quasi tutti i top club europei, senza che però nessuno lo mettesse sotto contratto. Ecco, dunque, che il periodo sabbatico è terminato con il ritorno in bianconero, al posto proprio di un ex rossonero, Andrea Pirlo.
Allegri al Milan: è la scelta giusta?
Da lì, tre stagioni onestamente povere di soddisfazioni: al primo anno, complice anche un gruppo ormai arrivato a fine ciclo, il tecnico riesce a ottenere solamente l’obiettivo minimo della qualificazione Champions, perdendo le finali di Coppa Italia e Supercoppa italiana, entrambe contro l’Inter. Neanche la seconda annata riserva soddisfazioni, coi bianconeri che vengono eliminati nella fase a gironi di Champions League, arrivando in semifinale di Europa League, mentre in campionato arriva ancora una volta l’obiettivo minimo della qualificazione Champions, poi cancellata dalla penalizzazione di dieci punti. Nel terzo ed ultimo anno, Allegri riesce a qualificare ancora la Juventus in Champions League e soprattutto a vincere la Coppa Italia – unico trofeo del suo secondo ciclo bianconero – ma viene esonerato dopo gli episodi del post-finale con l’Atalanta nei confronti del direttore sportivo Cristiano Giuntoli.
Senza panchina, per Allegri inizia di nuovo l’accostamento ad alcuni top club del Vecchio Continente, ancora senza frutto, perchè il tecnico livornese vive un nuovo anno sabbatico, prima della firma qualche giorno fa con il Milan. Insomma, Max torna a Milano undici anni dopo, in quella che sembra una fase discendente della sua carriera da allenatore, e portandosi dietro tanti dubbi, rafforzati dal fatto che nei tre anni di Juventus-bis è stato sempre lontanissimo dalla corsa Scudetto. Sarà, in termini di risultati, l’uomo giusto per risollevare il Diavolo dalla depressione? Il fatto di giocare (purtroppo per noi) una sola volta a settimana, lo aiuterà nel compito? E’ quello che ci auguriamo tutti: è una scommessa, speriamo che alla fine porterà dividendi…


