Allegri in conferenza: “Per vincere servono adrenalina, emozione e divertimento: siamo pronti. Rabiot giocherà. Leao sta capendo che…”

Siamo alla vigilia della dodicesima giornata del campionato di Serie A e domani, a San Siro, si gioca Inter-Milan. Le parole di Massimiliano Allegri in conferenza stampa.

Inter-Milan, la conferenza di Allegri

“Che derby è per gli allenatori? Osserviamo la partita. Inter-Milan rappresenta una rivalità storica. Ero partito bene perché ne avevo vinti tre e poi non ne ho vinti più. Affrontiamo la favorita per lo scudetto insieme al Napoli. Affrontiamo una squadra forte. Il derby è sempre una partita a sé: ci serve una partita valida e attenta”.

Il ricordo per Ornella Vanoni: “La seguivo. È stata una donna meravigliosa, ironica, simpatica. Siamo molto dispiaciuti perché è successo alla vigilia del derby e lei era milanista, anche se ultimamente simpatizzava per Bonny…”.

Il calendario: “Domani non è una partita snodo, inizia il periodo che ci porterà a marzo e alla sosta per le nazionali. Dopo ci saranno gli ultimi mesi dove si deciderà tutto. In mezzo avremo partite di Coppa Italia e Supercoppa. Al momento le partite sicure sono 20 da cui a marzo, se saremo bravi possono diventare 22: significherebbe che giocheremo quarti di finale di Coppa e finale di Supercoppa”.

La partita: “Fiducia ce l’ho a prescindere da Parma o dai big match. Domani è una partita difficile perché giochiamo contro una squadra forte, lavoriamo per giocare grandi partite così. Bisogna farla nel miglior modo possibile. Poi vedremo se saremo stati bravi e fortunati a fare risultato. Partita decisiva? Il campionato è lungo, in una settimana può cambiare la classifica. Bisogna essere focalizzati verso il 25 maggio quando dovremo essere tra le prime 4. Avrò cautela con Rabiot? Gioca”.

Sulle voci di fermare il campionato per aiutare la Nazionale: “Se lo fanno, aiuteremo. Ma credo che la Nazionale ha buone possibilità per il Mondiale, avranno tutto il tempo per prepararla nel migliore dei modi, sapevano dei playoff”.

Vicino all’Inter in passato: “Sono stato vicino all’Inter? Lo sanno tutti: ho avuto l’anno in cui dovevo decidere se andare al Real, all’Inter o tornare alla Juventus. Marotta dice di me cinismo e concretezza: come lo descrivo io? Serve essere pragmatici e concreti per vincere”.

I bookmakers: “Inter molto favorita dai bookies? Le partite iniziano tutte da 0-0. L’Inter è forte, viene da un ottimo momento, ma anche noi. Le partite vanno giocate nel miglior modo possibile. Sappiamo le loro qualità, è la squadra che ha fatto più conclusioni in porta e quella che concede meno. Quando giochi le grandi partite, serve grande attenzione perché i dettagli fanno la differenza”.

L’approccio contro le big e le piccole: “Questione di approccio tra risultati con big e piccole? Spiegarlo è difficile, ci sono annate così. Momentaneamente è così, ma Cremonese abbiamo concesso poco o niente, con il Pisa non abbiamo avuto la forza di chiuderla, mentre a Parma era incanalata bene e l’episodio ha cambiato la partita e nel secondo tempo su tre falli laterali abbiamo rischiato. Pensiamo a domani: il passato non si può cambiare. I punti fatti li meritiamo. Pensiamo a giocare una bella partita e a vivere una bella serata di sport”.

Inter di Chivu più verticale simile a quella di Inzaghi: “Come caratteristiche di giocatori sono simili. Chivu sta facendo un ottimo lavoro per essere alla prima esperienza in una grande. Si nota che la squadra è compatta. La differenza con Inzaghi credo sia poca”.

Gli indisponibili: “Non ci saranno Athekame che ha un problema al soleo e Gimenez che ha un problema alla caviglia. Gli altri stanno bene sia per domani, sia per il periodo che affronteremo da qui a marzo”.

La rifinitura: “Tra oggi e domattina metteremo a posto le ultime cose, speriamo bene (ride, ndr). L’Inter ha tiratori da fuori importanti, in area ha fisicità. Mancherà Dumfries ho sentito, è una soluzione importante per loro. Poi hanno tecnica e velocità in caso di contropiede. Il calcio è bestiale, bisogna essere pronti a fare una bella partita”.

Il peso di Gimenez nel mio Milan: “Ha un peso importante. Non nascondiamoci: non è facile arrivare a metà campionato, a fine gennaio, avendo tre mesi in cui deve ambientarsi. Non è stato semplice. Quest’anno è rientrato il 5 agosto, anche bene, con buone prestazioni, ma ora ha un problema alla caviglia. È un giocatore importante, farà gol. Rientrerà e farà bene”.

Su Lautaro: “È uno degli attaccanti più forti in circolazione, non in Italia, ma in Europa e nel mondo. Ha un’età matura per determinare certe partite, attacca bene la profondità e soprattutto dentro l’area. L’Inter ha un parco attaccanti importante”.

Se vinci il derby… “Significa passare una bella settimana (ride, ndr). Il risultato delle partite cambia l’umore della settimana. Io dico sempre ai ragazzi: cerchiamo di fare risultato per poter star bene nei giorni successivi”.

Su Leao e Ibra: “Piano piano sta capendo che l’attaccante viene valutato per i gol che fa: è un segnale di crescita. Ibra ieri è venuto, abbiamo chiacchierato, così come con Tare. Credo che serva la giusta tensione, ma non bisogna aver paura nel giocare una partita del genere. Serve tanta adrenalina, emozione e divertimento nel giocare”.

Thiago Silva: “Ho chiamato Thiago Silva per chiedere consigli sul battere l’Inter? Con lui ho passato due anni meravigliosi, è straordinario. Sta continuando a giocare a buoni livelli. Per gennaio ci pensa la società. Affrontiamo una partita alla volta. Non l’ho chiamato, non è ancora allenatore, ma giocatore”.

Su Fofana: “Fofana ha fatto delle buone partite. È un giocatore che ha enormi potenzialità, in entrambe le fasi: lo dico sempre anche a lui, serve attenzione. Rabiot? Fino ad ora ho ritrovare un giocatore molto migliore rispetto agli anni in cui l’avevo avuto. È molto pesante in campo”.

Pavlovic: “Pavlovic? Tanto, sta giocando tanto e più gioca, più migliora. La caratteristica di andare l’ha sempre avuta, è uno che aggredisce molto. Deve migliorare nell’attenzione dentro l’area, talvolta è ancora assente”.

Il pensiero sugli attaccanti: “Giocare senza centravanti in questa stagione? Tante volte ho avuto squadre così, l’anno di Ibrahimovic al Milan lui il centravanti lo faceva poco, lo faceva Boateng. Non scordiamoci che il calcio è meraviglioso perché Calhanoglu è capocannoniere con 5 gol: Pulisic e Leao ne hanno fatti 4”.

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