Giunti: “Derby scudetto? Assolutamente sì. Il Milan con Allegri ci arriverà carico e preparato. E quel 6-0…”

Federico Giunti ha rilasciato un’intervista ai microfoni della Gazzetta dello Sport alla vigilia di Inter-Milan, derby della Madonnina numero 245 della storia. Una storia a cui lui ha contribuito con quella storica stracittadina vinta 6-0 con la maglia rossonera. Ecco le sue parole.

Giunti sul derby: “

È una partita speciale che ai miei tempi anche la società preparava meticolosamente. Con Berlusconi e Galliani la gestione del club era familiare e noi calciatori dovevamo pensare solo al campo: il resto, dalla scuola per i figli alle babysitter passando per la scelta della casa e dell’auto, veniva sbrigato da qualcuno del Milan. Ci sentivamo tutti in dovere di dare più del 100%. Sempre, ma soprattutto nei derby che erano partite speciali dove i tifosi ti spingevano a versare fino all’ultima goccia di sudore. Quando in curva vedevi certe coreografie, ti venivano i brividi“.

Sul match: “Mi aspetto una gara agonisticamente tirata e come al solito, sentita al massimo. Non chiedetemi il risultato o la favorita, ma il Milan con Allegri ci arriverà carico e preparato. Chi sarà decisivo nei rossoneri? Modric che per me è… il calcio. Quando tocca il pallone, è uno spettacolo. È sfida scudetto? Assolutamente sì. La classifica è corta e, dopo il cambio dell’allenatore, la Juve non è fuori dalla corsa perché Inter e Roma hanno già perso tre incontri. Tanti… Se Max inizia a far punti con continuità, sarà dura per tutti“.

Su Allegri e Tare: “Allegri è un maestro a rimettere a posto le cose e a dare serenità al gruppo. Il Milan ne aveva bisogno dopo i risultati della passata stagione: adesso i calciatori sono costretti a dare il massimo perché non ci sono più alibi. Max un vero vincente. Non era possibile trovare un allenatore migliore. Tare? Igli si intende di calcio e al Milan sta dando un bel contributo“.

Giunti sul derby vinto 6-0

In effetti non speravo in un successo tanto netto perché meno di due mesi prima avevamo cambiato allenatore (Cesare Maldini al posto di Zaccheroni, ndr) e perché la stagione non aveva preso una bella piega. Quell’affermazione ci ha rilanciato. Dopo i primi due gol Gattuso mi prendeva per i capelli e me li tirava dalla grinta che aveva addosso. Poi ho segnato la punizione del 3-0 e si è limitato… ad abbracciarmi (ride, ndr). Rino per me è come un fratello minore: io ero il capitano del Perugia promosso dalla B alla A (nel 1995-96, ndr) quando lui neppure diciottenne era già in prima squadra. Peccato che un giorno sparì per andare in Scozia…“.

Giunti prosegue: “Scendemmo in campo con la testa sgombra, l’Inter no perché probabilmente la loro stagione era stata ancora più complicata della nostra. Avevamo voglia di riscatto e di regalare una soddisfazione ai tifosi, così tirammo fuori una prestazione pazzesca con un 4-4-2 inedito: Kaladze e io centrocampisti centrali, Gattuso e Serginho esterni. Sergio era imprendibile e servì tre assist oltre a segnare il gol del 6-0; Comandini e Shevchenko firmarono entrambi una doppietta. Fu una notte pazzesca“.

Federico Giunti - MilanPress, robe dell'altro diavolo
Federico Giunti – MilanPress, robe dell’altro diavolo
Daniele Minini
Daniele Minini
Giornalista pubblicista, appassionato di sport. 25 anni. Ho studiato lingue, sono laureato in Scienze della Comunicazione e frequento un Master in Giornalismo. Multitasking e sempre pronto a imparare.

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