Adli insufficiente per la stampa: Yacine, sei davvero da 5.5 in pagella?

Standing ovation. Ci sono vari motivi per guadagnarsi questo gesto d’estremo amore: un ritiro dopo anni di onorata carriera, una prestazione che non conosce i colori della rivalità, un giocatore che lotta nonostante l’infortunio. Se ne sono viste di ogni nel corso degli anni, ma quello che è successo in Milan-Lazio va letto sotto una nuova lente. I tifosi del Diavolo hanno trovato una passione incarnata in Yacine Adli, che si è meritato l’applauso di tutto lo stadio per l’amore della maglia e per il primo (ottimo) ballo a San Siro.

Lo premia Pioli, lo premiano i quotidiani. Il suo tecnico ha affermato a fine gara: “Dovevamo cercarlo di più, ma sta crescendo tanto, è diventato uno dei titolari. Ha avuto una crescita importante, ha lavorato tanto per arrivare fin qua, ora deve continuare a crescere“. Sulle pagine dei giornali piovono 6, 6.5 e 7 nelle pagelle. Fino a che non si aprono determinate pagine rosa.

La Gazzetta dello Sport è stata fin troppo critica con il riccioluto centrocampista, dando un 5.5 che ha attirato le antipatie dei tifosi. Il debutto nella Scala del Calcio non è stato di quelli da Pallone d’Oro, sia chiaro, ma i suoi momenti di luce li ha vissuti. Purtroppo il limite (al momento) è quella dell’accelerazione in manovra, errore non dettato da una mancanza di idee, ma dalla voglia di creare palloni complessi. In un secondo tempo più rapido negli scambi, Adli ha fatto in modo di servire palloni importanti per i suoi colleghi di reparto. In fase difensiva ha lottato ed ha vinto dei contrasti, cercando di apprendere sempre di più il ruolo del mediano. Molliccio? Può essere, certo, ma la sua attenzione in lettura può aiutare nelle lacune fisiche. 

Il paradosso per eccellenza. Nonostante abbia firmato il suo contratto in rossonero nel 2021 il francese è ancora da scoprire. Cagliari è una rondine che non fa primavera, Lazio è una conferma delle piccole speranze che possono nascere attraverso i suoi piedi. Arriveranno i momenti difficili, Yacine non si fa mica buttare giù da un 5.5 ingiusto. Le critiche sono già arrivate in passato. San Siro è lì a proteggere con le sue standing ovation riservate a pochi eletti. Voto al pubblico presente? 7, sperando sia una citazione comprensibile.

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