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Adli non è stato bocciato: un prestito potrebbe fare bene a lui e al Milan

Quando la fantasia viene messa da parte il calcio perde un po’ la sua magia. In un campionato da sempre considerato come duro, tattico e soprattutto difficile, forse Yacine Adli ci è arrivato troppo presto. Sia chiaro, la moda degli ultimi anni di lanciare sempre più giovani è giusta ed è condivisibile. Ma lanciare questo Adli in questo Milan per ora sarebbe un errore. Stefano Pioli ha ragione a valutarlo non pronto, perché in una squadra così plasmabile l’algerino ancora non rientra in un ruolo utile ai compagni.

Partendo dall’inizio. Che ruolo ha Adli? Probabilmente nei suoi idoli si possono capire le sue idee di calcio: Zidane, Juninho Pernambucano (il brasiliano che tirava punizioni all’incrocio da 35 metri) e Roberto Baggio. Ebbene, un centrocampista con doti offensive? Una seconda punta? 

Ai rossoneri, come si vede da Tonali e Bennacer, non serve quel tipo di centrocampista che si pone avanzato, ma uno più difensivista. E nell’arte del ricciolo pianista non si trova certo la dote di marcatura. La seconda punta poi, nel Milan non esiste e non può esistere in un 4-2-3-1 con il trequartista che deve unire attacco e centrocampo. Ecco, quindi, la risposta alla domanda posta qualche riga fa: Adli è un trequartista, ma di quelli puri, con la capacità di offendere nel proprio DNA calcistico. 

Quando il calcio non contava, nelle amichevoli pre-campionato Pioli l’ha spesso utilizzato ed è rimasto molto colpito dai suoi lampi. Nelle gare per i 3 punti, il tecnico parmense l’ha utilizzato di meno consapevole che la fantasia che vuole imporre Adli sarebbe stata bella da vedere ma poco utile ai fini del risultato.

Il Milan non sottovaluta il classe 2000: l’ha voluto, l’ha fatto rimanere a Bordeaux per crescere e lo manderà ancora via per farlo maturare. Forse sarebbe meglio ripartire da casa sua, dalla Ligue 1. Ad ogni modo, lo farà nel suo pieno interesse, dato che a Milanello sanno tutti che lui dovrà essere uno dei big del club nei prossimi anni. D’altronde, si è passati da un: “Grande Milan, investe sui giovani!“, ad un: “Ma perché il Milan investe sui giovani se non li usa?“. Beh, il Milan è grande perché i giovani li aspetta. E se non sono pronti oggi, aspetterà un domani. Consapevoli di avere nelle proprie mani un vero talento nell’arte del pallone.

Milan, Yacine Adli - Milanpress, Robe dell'altro diavolo
Milan, Yacine Adli – Milanpress, Robe dell’altro diavolo

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