Abbiamo preso tutti un abbaglio: il vero Joao Felix è questo qua. Ma non è un problema

Bambino prodigio, era questo l’appellativo che faceva di Joao Felix un nuovo fenomeno generazionale pronto ad esplodere definitivamente da un momento all’altro. Sin dagli inizi, con il Benfica, aveva fatto vedere di essere diverso. Di essere speciale. Così tanto speciale che dopo le prime magie in Portogallo viene acquistato per una cifra folle – 126 milioni di euro in totale – dall’Atletico Madrid. Un portoghese a Madrid, i paragoni già si sprecavano.

La sua ascesa però, vuoi per una cosa, vuoi per un’altra, non arriva mai. Da quel momento infatti Joao Felix inizia una vera e propria odissea tra prestiti e trasferimenti da una parte e dall’altra. Le mille difficoltà di adattamento a cui è andato incontro non gli hanno permesso di imporsi con nessuna delle altre maglie che ha indossato. Eppure si iniziava alla grande.

La cosa che infatti accomuna forse quasi tutte le sue avventure – Chelsea, Barcellona e Milan oltre Benfica e Atletico – è la straordinaria velocità con cui riesce a segnare subito andando a creare aspettative con impatti importanti e far pensare a tutti “ora davvero ce la può fare”, ma che poi vengono prontamente sgonfiati con le restanti apparizioni che non sono di certo lontanamente paragonabili alle prime.

Quella che abbiamo tutti più impressa nella mente e cronologicamente più recente è ovviamente quella con il Milan. Un ennesimo prestito dopo che dall’Atletico viene venduto al Chelsea per la metà del prezzo del suo acquisto. A Milano Joao arriva nell’ultimo giorno di mercato e l’accoglienza dei tifosi rossoneri è quella degna di un top acquisto. In molti iniziano a pensare che un prestito secco può solo che fargli bene per rilanciarsi e che il Milan stesso non si è cautelato inserendo un riscatto che possa permettergli di avere l’ultima parola.

L’esordio è da sogno. Una mezz’ora di calcio totale alla Scala del Calcio in Coppa Italia contro la Roma. Per segnare il suo primo gol – e finora unico – in maglia rossonera gli bastano dieci minuti. E che gol. Un tocco sotto che lascia San Siro a bocca aperta ed apre scenari mistici per il prosieguo della stagione. Scenari che, un mese e mezzo dopo, sono diventati utopia ed un giocatore che, sempre un mese e mezzo dopo, sembra la brutta copia.

Da lì in poi infatti è una discesa continua nonostante le tante occasioni – anche più di quelle dovute – che Conceicao gli ha concesso tra campionato e Champions League. Troppo lezioso, troppo inconcludente, poco decisivo e poco pragmatico. Di quel Joao Felix ammirato in quella mezz’ora di Milan-Roma è rimasto poco o nulla. Di quel Joao Felix ammirato al Benfica, non è rimasto quasi niente.

Anche l’esperienza rossonera sta scivolando via dalle mani come sono scivolate le altre. I presupposti per dire che è stata l’ennesima occasione persa purtroppo ci sono tutti. Il contesto di certo non l’ha aiutato, ma siamo sicuri che doveva essere il Milan ad aiutare Joao Felix e non viceversa? Il mercato faraonico di gennaio era stato fatto per cercare di raddrizzare una stagione che era partita male ma che si stava piano piano incanalando verso i giusti binari. Un cambio repentino di direzione però l’ha riportata su quelli sbagliati. Ed ora l’azione è quasi irreversibile.

Probabilmente dell’avventura milanese dell’ex Benfica resteranno solo quei lampi di una serata di Coppa Italia che aveva abbagliato tutti ma che poi, come una secchiata d’acqua in faccia, ha riportato gli stessi tutti con i piedi per terra. Le strade del Milan e di Joao Felix, con ogni probabilità, a fine stagione si divideranno. Ma non sembra, ad oggi, un grosso problema. Peccato, davvero, per quello che poteva essere ma non è stato.

Milan: Joao Felix (Photo Credit: IPA Agency)
Milan: Joao Felix (Photo Credit: IPA Agency)

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