Il Milan aspetta ancora il miglior Jashari: l’ambientamento è finito, ora servono risposte

Ogni compleanno porta con sé un bilancio. Si ripensa alle scelte fatte, ai traguardi raggiunti e agli obiettivi ancora da inseguire. Siamo al 30 luglio 2026, nel pieno dell’estate, che nel calcio rappresenta spesso una linea di confine: alle spalle una stagione da analizzare, davanti una nuova occasione per migliorarsi. È in questo momento che Ardon Jashari spegne le sue candeline, con una nuova sfida davanti a sé.

Il rinnovo di Modrić non chiude tutte le porte

Con il rinnovo per un’altra stagione di Luka Modrić è difficile immaginare Jashari come titolare fisso fin dall’inizio. Il croato quando sarà al meglio della condizione, avrà inevitabilmente un ruolo centrale. Allo stesso tempo, però, a 40 anni sarà complicato pensare che possa giocare con continuità ogni tre giorni, soprattutto nel centrocampo a due nel 3421, modulo preferito dal nuovo tecnico Amorim. Le occasioni, quindi, non mancheranno.

Una mediana affollata

Il problema, semmai, è che quelle occasioni andranno conquistate. La concorrenza è tanta: Fofana, Ricci e Loftus-Cheek sono tutti giocatori che possono trovare spazio. A loro si aggiunge Rabiot, che almeno sulla carta partirà titolare. Jashari sa quindi di dover dimostrare tutto il suo valore. Nessuno gli regalerà il posto, ma nessuno glielo impedirà a prescindere. La differenza la farà la sua capacità di sfruttare ogni occasione. Perché se Modrić ancora per un anno potrà dare il suo enorme contributo mischiato all’esperienza, Jashari può diventare il centrocampista su cui costruire il futuro del Milan. E la sua vera partita comincia proprio da questa stagione.

Milan: Ardon Jashari (Photo Credit: Gianluca Ricci / IPA Sport / IPA via IPA Agency)
Milan: Ardon Jashari (Photo Credit: Gianluca Ricci / IPA Sport / IPA via IPA Agency)

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