Per tre anni è rimasto lontano dal calcio. Una scelta figlia di un addio doloroso, consumato con il Milan nell’estate del 2023 e mai davvero metabolizzato da chi lo ha vissuto e da chi lo ha osservato dall’esterno. Adesso, però, Paolo Maldini torna.
E lo fa con un incarico inedito, ma dal peso enorme: sarà il nuovo direttore tecnico della Nazionale italiana e presidente del Club Italia, fortemente voluto dal neo presidente della FIGC, Giovanni Malagò.
Dal Milan all’Italia: la storia si rimette in moto
Il ritorno di Maldini non è soltanto una notizia, ma un segnale. Dopo l’uscita di scena dal Milan, arrivata in maniera improvvisa e con modalità che hanno lasciato profonde ferite, l’ex capitano rossonero aveva scelto il silenzio. Nessuna corsa verso un altro ruolo dirigenziale, nessuna voglia di accettare un progetto qualsiasi. Ha aspettato l’occasione giusta, quella che gli permettesse di tornare con una missione all’altezza della sua storia. L’occasione che gli garantiva la possibilità di incidere.
L’Italia rappresenta probabilmente il contesto ideale. Il nuovo ruolo di direttore tecnico della Nazionale e presidente del Club Italia gli consentirà di lavorare su una visione complessiva del movimento, non soltanto della prima squadra. È una figura nuova, costruita per dare identità, continuità e autorevolezza a un sistema che negli ultimi anni ha spesso dato l’impressione di procedere senza una direzione condivisa. Se c’è qualcuno che, per credibilità e competenza, può incarnare questo ruolo, quel qualcuno è Paolo Maldini.
Di nuovo insieme: da Milanello a Coverciano
C’è poi un dettaglio che rende questa storia ancora più affascinante. Insieme a Maldini torna anche Leonardo, chiamato come Advisor della Federazione. Otto anni dopo quel luglio del 2018, quando furono scelti per ricostruire il Milan, i due tornano a lavorare fianco a fianco. Cambiano il contesto, i colori e gli obiettivi, ma resta intatta l’idea di affidarsi a due figure che parlano il linguaggio del calcio prima ancora di quello dei dirigenti.
All’epoca il loro compito era restituire credibilità a un Milan reduce da anni complicati. Oggi la sfida è persino più difficile: contribuire a rilanciare il calcio italiano, accompagnando la Nazionale e tutto il Club Italia verso un nuovo ciclo. È un ritorno che sa di continuità, ma anche di rivincita. Perché chi aveva salutato il Milan tra polemiche e amarezza oggi rientra dalla porta principale del calcio italiano. E, al di là delle appartenenze, è una buona notizia per tutto il movimento.



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