E adesso occhio a quelle dietro

È stato bello sognare per un po’ ma ora, da qualche settimana a questa parte, si è tornati alla realtà. Il Milan non vincerà questo campionato. Un po’ era nell’aria, sin da inizio stagione, un po’ ci è piaciuto a tutti fantasticare e provare a mettere sempre più pressione all’Inter. Neanche la mezza flessione nerazzurra dell’ultimo periodo però ha svegliato la squadra, che riesce nell’impresa – ogni volta – di sbagliare nell’occasione più importante. Quando sei lì lì per dimostrare personalità e che vuoi (e puoi) davvero arrivare all’obiettivo più grande.

Più vicini al quinto che al primo posto

Sì, perché quello minimo, o comunque della stagione – di obiettivo – è la Champions League e dopo 31 giornate sembri essere più che dentro. Ma attenzione, perché adesso i punti di distacco sono più quelli che ti separano dal primo posto che quelli dal quinto. L’Inter (prima) ha nove punti in più, la Juventus (quinta) ha sei punti in meno. Per non parlare del Como che si trova a meno cinque. Il secondo posto perso potrebbe non essere poi così rilevante nell’economia della classifica finale, ma che non si vada oltre. Perché a scherzare col fuoco spesso ci si brucia.

Che attenuanti ha il Milan?

E adesso caccia alle attenuanti, agli alibi, alle colpe. Di chi? Società, allenatore, giocatori… i nomi sono sempre gli stessi, ma dovesse finire così la stagione del Milan sarebbe comunque da considerarsi positiva. Allegri prova a dirlo da sempre ma in realtà, come tutti, a un certo punto della stagione e dopo aver avuto contezza di aver battuto per ben due volte l’Inter, un po’ ci ha sognato anche lui. Dopo la sconfitta contro il Napoli è arrivata l’ammissione: «Lo scudetto ormai è andato». E paradossalmente, dopo una stagione intera piena di problemi, sembra adesso proprio la squadra di Conte la più quotata – punti alla mano – per dare fastidio all’Inter.

Il Milan, complice la seconda sconfitta in tre partite, si ritrova in un limbo che se dovesse farsi più complicato del previsto potrebbe rimescolare tutto e mettere in dubbio un’intera stagione. Una stagione strana ma che finora aveva prodotto tanto proprio in termini di risultato. E la seconda sconfitta in campionato arrivata a sei mesi di distanza dalla prima ne è la prova. La terza e la quarta però sono troppo vicine, segno che qualcosa è cambiato. Che una leggera flessione è arrivata anche in casa rossonera.

Il dovere di non rovinare tutto

Adesso, però, arriva il momento più delicato. Perché una stagione che per lunghi tratti è stata solida, concreta, persino sorprendente, non può permettersi di scivolare proprio sul più bello. Il Milan ha il dovere di non compromettere quanto costruito fin qui. Allegri ha ancora tutto tra le mani: un piazzamento Champions da blindare e la credibilità di un percorso che, al netto di tutto, ha rimesso ordine dopo il caos dello scorso anno.

Servirà ritrovare lucidità, compattezza e quella fame che, nei momenti chiave della stagione, è sembrata venire meno. Adesso si vede la vera maturità della squadra. Perché il rischio non è tanto aver smesso di sognare, ma aver smarrito anche la concretezza. E sarebbe un errore imperdonabile: questo Milan, pur con tutti i suoi limiti, ha dimostrato di poter stare stabilmente tra le prime. Ora deve semplicemente ricordarselo.

Milan: Massimiliano Allegri e Luka Modric (Photo Credit: Davide Casentini / IPA Sport / IPA via IPA Agency)
Milan: Massimiliano Allegri e Luka Modric (Photo Credit: Davide Casentini / IPA Sport / IPA via IPA Agency)

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