Alessandro Costacurta è stato ospite del podcast di Sky Sport “Unplugged” nel quale ha parlato, tra le altre cose, anche di Silvio Berlusconi a 40 anni dall’inizio della sua esperienza al Milan, il 20 febbraio 1986. Ecco il suo omaggio.
Costacurta e il ricordo della presentazione all’Arena Civica il 18 luglio 1986
«È stato uno dei giorni più belli della mia vita, ma mi spaventai tantissimo con gli elicotteri. Mi dissero: ‘Guardate che stiamo andando giù’. Avevo capito che andavamo verso l’Arena Civica, però l’assetto di discesa degli elicotteri quando sei sopra è particolare. Vi assicuro che fu terribile, perché l’elicottero andò giù in picchiata. Fu una giornata mitica. Poi in quel periodo della vita, Milano era una città in ascesa, aveva una vitalità pazzesca, c’era l’edonismo reaganiano, la Milano da bere. C’era un grandissimo entusiasmo, quasi 10mila persone. C’era questo signore che ci faceva sognare. È stata una giornata veramente pazzesca».
Costacurta prosegue: «In quel momento pensavamo che questo qua fosse un mezzo matto. Soltanto la presentazione: come puoi pensare di diventare la squadra più forte del mondo partendo in questa maniera? Dicevamo: ‘Questo qui è matto’. Non potevamo pensare che fosse così visionario, non lo siamo stati come lui».
Sui pregi e i difetti
«Parlava un pochino troppe volte di donne. Molte volte si poteva parlare anche di com’era andata la partita. Niente di sorprendente (ride, ndr). Io sinceramente tanti difetti non li ho visti, soprattutto negli anni iniziali vedevo soltanto i pregi. Non ho veramente nulla da dire. Non era uno che arrivava impreparato al calcio. Aveva grandissime qualità e conosceva tutto ciò di cui parlava, era veramente difficile sorprenderlo. Era un signore che avevamo studiato prima, perché prima dell’acquisto del Milan lui acquistò La Cina in Francia con un evento pazzesco. Eravamo tutti entusiasti di quell’uomo. Poi arrivava, raccontava le barzellette. Aveva un modo di caricarti, di portare vitalità ed energia. Nessuno a quell’epoca l’aveva, avevamo Liedholm che aveva una vitalità diversa».


