Siamo così certi che chi decide abbia imparato dai propri errori?

Una stagione surreale, che nasceva con l’intento di alzare il livello e proseguire – in meglio – il percorso che aveva costruito e lasciato in eredità Stefano Pioli. Ma questo Milan ha vissuto un’annata tutt’altro che semplice: fatta di cambi sulla panchina, litigi, addi improvvisi, una Supercoppa vinta contro ogni logica, l’addio alla Champions, il nono posto, fino ad arrivare alla finale di Coppa Italia di metà maggio contro il Bologna.

Una finale che può restituire tanto al Milan. Un trofeo che manca da tanti anni, ventidue per l’esattezza. Per non parlare dell’accesso all’Europa. Non la Champions, bensì l’Europa League, che rappresenta concretamente l’ultima chance per giocare le competizioni europee la prossima stagione.

Eppure, sembra che ai piani alti in pochi abbiano capito realmente quanto valga questa coppa, o più semplicemente, quanto conti compattare questo gruppo insieme il proprio allenatore, lasciandolo distante dai pensieri legati alla dirigenza (che a maggio non ha ancora un nuovo direttore sportivo) o dal far trapelare tutti i nomi, che sono tantissimi, dei possibili tecnici pronti a prendersi la panchina di Sergio Conceiçao. Sembra quasi un paradosso: si parla più del nuovo allenatore che del nuovo diesse.

No, ad oggi, niente di tutto questo. Perché in una stagione tremendamente complicata, gli stessi responsabili sembrano non riuscire a far trovare tranquillità al Milan, al suo ambiente, all’allenatore, ai calciatori stessi e ai tifosi, neppure con una finale alle porte. Tutto rimandato verosimilmente a fine campionato, probabilmente anche la definizione del nuovo ds, come se per programmare la stagione del Milan bastassero pochi mesi e tanta superficialità. Siamo così certi che chi decide abbia imparato dai suoi stessi errori? Lo scopriremo solo vivendo, nella speranza che per una volta tutti abbiano le idee chiare. Il tempo per le chiacchiere e gli esperimenti è finito. Al Milan e ai tifosi servirà qualche certezza in più per ritornare a competere con le più grandi.

Milan: Zlatan Ibrahimovic, Giorgio Furlani (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
Milan: Zlatan Ibrahimovic, Giorgio Furlani (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)

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