Post-partita di Roma-Milan 2-1, 27 ottobre 2019. Stefano Pioli: “Dobbiamo sentire di più il bisogno di ottenere il risultato, se no sembra che vincere, pareggiare o perdere non ci cambi nulla. Ma a noi ci cambia tutto: la serata, la giornata, l’umore, tutto“.
Era un Milan diverso, era un Pioli diverso, ma mai come dopo questa stagione la sensazione è quella di una squadra che ha perso il dolore per la sconfitta. O perlomeno non riesce a mostrarlo. E no, non bastano i musi lunghi di ritorno da Torino all’arrivo a Casa Milan nella nottata, testimoniati dai nostri video.
Quella contro i granata è stata la tredicesima (sì, tredicesima) sconfitta stagionale, nonché la nona partita con almeno 3 gol subiti. Per intenderci: il Torino, che sì aveva solo Serie A e Coppa Italia, ha perso 11 volte.
“Dobbiamo diventare molto responsabili perché indossiamo una maglia prestigiosa. Contro il Lecce c’erano 50.000 tifosi ed erano tantissimi anche a Roma” disse il tecnico emiliano nella conferenza stampa della vigilia del match successivo. La differenza è tutta lì, ma pare che nel frattempo sia stata dimenticata. Perché sì, era una partita senza stimoli di classifica. Perché sì, la volontà era quella di dare minuti a chi ne ha avuti meno a disposizione. Perché sì, la sensazione dell’epilogo di un ciclo è sempre più reale. Ma la maglia indossata resta, i colori restano.
Il Milan non può permettersi l’apatia e i suoi tifosi non la meritano, a prescindere dalle contestazioni. Serve una scossa in estate, soprattutto mentale. La speranza è che la società ne sia al corrente e agisca di conseguenza nelle proprie scelte.


