Koni De Winter, difensore del Milan e della nazionale belga, ha rilasciato un’intervista a SportMediaset. Tra le diverse dichiarazioni, il numero 5 rossonero, ha raccontato come si trova con Amorim e il suo gioco, ma non solo… Di seguito le sue parole.
De Winter: le sue dichiarazioni
Il mister Amorim
«Io cerco di fare il mio lavoro e dare il massimo. Fisicamente e mentalmente cerco di essere sempre pronto, poi il mister sceglie di mettermi in campo. Cosa ha visto il mister in me? Dall’inizio ha subito detto che sono un giocatore importante, ma sento sempre la sua fiducia, questo è veramente bello. Penso che abbia dato entusiasmo, la voglia di stare insieme e faticare insieme e lavorare per il compagno. Si sente anche fuori dal campo, penso, che questo è un gruppo unito. È severo? Penso che sia un mister molto umano, ci puoi parlare e lui ti parla».
Il passaggio dalla difesa a 3 a quella a 4
«È qualcosa che il mister ha voluto provare. Noi stavamo giocando bene anche a tre, le decisioni prese sono fatte per vincere, abbiamo vinto e penso che la sua scelta sia giusta».
La scelta del numero 5
«Non c’è una spiegazione, il numero era libero. A me piace giocare con i numeri bassi, avevo il 3 e il 4. Numero di Costacurta? Me l’hanno detto, purtroppo non l’ho vissuto. Nuovo Kompany? Penso sia il sogno di ogni ragazzino quando inizia a giocare a calcio».
Il papà lo voleva chiamare Clarence
«Si è vero, voleva chiamarmi Clarence. Lui me lo disse qualche anno fa. È stato molto bello quindi arrivare qui al Milan, Seedorf ha giocato qui».
Che tipo di carattere ha
«Dipende a chi lo chiedi. Se chiedi alla mia famiglia ti dicono cose diverse. Quando sono fuori con persone che non conoscono mi piace stare per le mie senza essere troppo al centro dell’attenzione. Il più nervoso nello spogliatoio? C’è gente attiva come Diego (Moreira, ndr), ma anche Chukwueze».
Se si sente un pò italiano
«Mi sentirò sempre belga e congolese. Mi piace la cultura qui, sono sempre stato accolto alla grande qui. Il cibo è meraviglioso, così come il clima. Mi piace la maniera di vivere qui, l’orgoglio degli italiani».
Sul diventare una bandiera del Milan
«Il Milan è un club che deve stare al top. Se come giocatore si può rimanere tanti anni qui, tanti firmerebbero per farlo».
Chi preferisce tra Cristiano Ronaldo che con Luka Modric, avendoci giocato assieme
«Sono ruoli diversi, hanno tutt’e due una grande carriera. Cristiano è più forte a fare gol, ma Luka è più forte tecnicamente».
Andare da Milanello al Duomo in bicicletta in caso di Scudetto
«Lo farei, in Belgio è normalissimo andare in giro in bicicletta. Perciò, si, lo farei».


