Poco meno di due mesi dalla rivoluzione in casa Milan che ha portato all’addio di Maldini e Massara e al cambio radicale della gestione di rosa, cessioni, comunicazione e calciomercato. Il passaggio di testimone tra il duo MM ed il nuovo pacchetto dirigenziale ha un minimo comun denominatore: Rafael Leao.
Dal 6 giugno in poi è nato (o sta nascendo) un Milan totalmente diverso, che si affida alla nuova ventata fresca di gioventù e talento, senza dimenticare verosimilmente il più talentuoso, rapido e sorridente in rosa. Proprio Leao.
Carisma e leadership: c’è un nuovo capitano
La responsabilità del portoghese, dentro e fuori dal campo, parte dal senso di appartenenza che in questi anni si è corroborato verso la maglia e verso i tifosi. Un rapporto simbiotico, che ha portato – al contrario di alcuni compagni del recente passato – alle parole trasformate in fatti: la firma sul nuovo contratto. In un attimo, due svolte importanti. Prima la scelta di vestire la numero 10 ereditata da Brahim Diaz, poi le pesanti ma sentite dichiarazioni rilasciate questa mattina a La Gazzetta dello Sport. Parole che ci restituiscono un Leao diverso: maturo, consapevole, leader.
“È stato un atto d’amore. Nella mia testa c’era già la decisione. Ho firmato per cinque anni, vuol dire che voglio stare qui”. Appartenenza. Un atto d’amore, appunto, verso i tifosi e verso questo Milan. Ma anche l’ambizione di voler crescere fisicamente e personalmente, per sé stesso e per il club. E provare a vincere quei trofei che solo i giocatori più maturi ambiscono e credono fermamente di poter portare a casa: “Il sogno dello scudetto l’ho realizzato, ora manca la Champions”.
A tutto questo, Rafa Leao 10 aggiunge la consapevolezza che questa rosa abbia aumentato notevolmente il proprio bagaglio tecnico, tanto da dover imporre necessariamente l’esigenza di vincere. “Dobbiamo vincere un trofeo”. Dobbiamo, appunto. Non si tratta più di sogni lontani, ma di obiettivi concreti, possibili da raggiungere.
L’estate, il rinnovo e la 10 hanno restituito al Milan un nuovo Rafael Leao. Ambizioso, maturo, capitano, leader assoluto. Poi come sempre, tra il dire e il fare c’è di mezzo tanto, ma stavolta sembra essere diverso. E se questi sono i presupposti…


