Charles De Ketelaere è «L’uomo che visse due volte», con quel magico alone di mistero che aleggia sulla sua testa a renderlo ancora più intrigante. Ben inteso: nessun giudizio definitivo e tranciante sul ragazzo, diamogli tutto il tempo che gli serve per emergere. Ma che non siano anni e, possibilmente, nemmeno mesi. Altrimenti si tratta di un caso di reincarnazione.
Perché Charles De Ketelaere è l’uomo che visse due volte
Per chi non avesse visto il film «L’uomo che visse due volte», forse, un giudizio del genere può sembrare inopportuno. Facciamo allora un passo indietro e cerchiamo di capire la storia del film: John Bolan, un pilota dell’aviazione civile, mentre è alla guida di un aereo di linea improvvisamente perde il controllo di sé e si lancia in paurose evoluzioni. La situazione viene risolta dal secondo pilota che lo mette fuori combattimento e riesce, in questo modo a far atterrare l’aereo. John viene ricoverato in ospedale e spiega che la sua reazione è stata determinata da uno strano fenomeno psichico. L’uomo rivive i ricordi appartenenti alla vita di un altro aviatore, caduto in guerra. In sintesi il regista Richard Bartlett parla di un caso di reincarnazione, come se l’animo di Charles De Ketelaere si fosse trasformato in quello di un giocatore di bassa caratura, di un grezzo lavoratore del pallone che al massimo può coprire i campi della Serie D. Così, ovviamente, non è. O meglio, speriamo non lo sia…

Charles De Ketelaere, non è che Richard Bartlett è stato preveggente?
Il film di Richard Bartlett è del 1956 e aveva come interpreti principali Ann Harding, Jock Mahoney e Leigh Snowden. Gente, regista compreso, che di certo non ha lasciato un’impronta indelebile nel panorama della cinematografia mondiale. Ma questo ci permette di ricondurlo al nostro amato Charles De Ketelaere: perché nella memoria del pilota del film riaffiorano i ricordi di un altro aviatore ucciso durante la prima guerra mondiale. Si fanno delle indagini e si deve giungere alla conclusione che si tratti di un caso di reincarnazione. Una storia davvero curiosa per un piccolo thriller psicologico diretto da un artigiano del western. Non è che con il nostro trequartista belga ci ritroviamo di fronte ad un thriller psicologico? È assai probabile, come ha suggerito anche un grande del passato come Andryi Shevchenko, che con un gol il ragazzo possa destarsi da questo torpore, ma quanto visto contro il Monza sembra assurdo: sotto porta, ad oggi, è davvero stregato, come attorniato da un maleficio incurabile.

Charles De Ketelaere, la reincarnazione rispediscila al mittente
Caro Charles De Ketelaere, quello che ti chiediamo noi è di avere maggiore fiducia nei tuoi mezzi e di rispedire al mittente la reincarnazione e il maleficio. La storia dell’aviere che acquisisce all’improvviso la personalità di un pilota della prima guerra mondiale non ci piace e poco ci convince, perché è un fenomeno al quale la scienza non riesce a dare una spiegazione logica. Tutto intrigante e molto affascinante, ma fatichiamo ad immaginare che Maldini, Massara e Moncada abbiano preso un abbaglio così grande. Certo, il caso Paquetà insegna, ma anche quelli di Leao e Tonali lo fanno. Tutto è in mano tua, caro Charles De Ketelaere. Il tuo presente al Milan, ma soprattutto il tuo futuro: perché la squadra, la società, l’allenatore e i compagni di squadra non potranno aspettarti all’infinito. Dimostra la tua forza e la tua potenzialità e trascina questo giovane Diavolo.


