lunedì, Giugno 27, 2022

Zaccheroni analizza il derby: “Ibra? Nessuno può fermarlo. Donnarumma il più forte di tutti”.

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Alberto Zaccheroni, ex allenatore di Milan ed Inter, ha analizzato per la Gazzetta dello Sport, i duelli principali tra i protagonisti in campo nel derby di Milano, che andrà in scena domenica alle 15

Il primo duello è sui portieri:Gigio Donnarumma e Samir Handanovic sono i due portieri migliori in circolazione. Al di là di qualche sbavatura dello sloveno, sono due portieri molto affidabili. Donnarumma è sopra tutti per il momento“.

Kjaer contro Lautaro Martinez: Kjaer ha passato tempi migliori, Lautaro mi sembra stia molto bene: è molto convinto e determinato. Il danese deve darsi da fare, ma ha esperienza e penso abbia recuperato“.

Romagnoli contro Lukaku: Lukaku penso sia con Cristiano Ronaldo l’attaccante più forte del campionato italiano. Senza la collaborazione della squadra, non so chi sia in grado di controllare Lukaku. Penso non ci sia nessuno nel nostro campionato“.

Su Eriksen: Io conosco un Eriksen diverso, quando giocammo con la Juventus in casa dell’Ajax era un altro Eriksen, così come quello del Tottenham. In questo momento non sposta gli equilibri, prima lo faceva. Se è meglio Vidal di lui? Dipende che Milan trovi. Io penso che i rossoneri vogliano stare nella metà campo avversaria, i risultati sono arrivati facendo così. Quindi se ha gamba e sta bene, meglio il cileno“.

Kessie contro Barella: Vale la pena di vedere la partita solo per loro. Barella è incredibile, sopperisce all’assenza di struttura con il dinamismo, mentre Kessie non perde un contrasto nemmeno a morire. Non va mai in terra a meno che non lo decida lui, ed è anche rapido nel breve e ha tempismo negli interventi. Barella, però, non è solo dinamismo: lui è il trequartista dell’Inter, ha qualità e capacità di fare la spola. Giocatore di livello straordinario“.

Zlatan Ibrahimovic contro De Vrij: L’olandese è tosto, mi piace. Ibra se sta bene nessuno è in grado di fermarlo, ha tempi di gioco che non ha nessuno. Il rammarico che ho è non averlo mai allenato in 15 anni di Serie A, mi sarebbe piaciuto da morire. Poi deve essere un grande professionista e in campo va pensando solo a vincere, farebbe a botte anche con la madre“.

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