Walker: “Avevo bisogno di una scintilla, il Milan è una nuova sfida e sono stato accolto benissimo. Numero 32? Beckham mi ha detto che…”

In occasione dell’uscita della quarta maglia del Milan, ispirata all’iconico I Have a Dream di Martin Luther King, il nuovo acquisto del Milan Kyle Walker – il primo dei cinque della sessione invernale di calciomercato – ha rilasciato alcune dichiarazioni al Magazine CQ Italia.

La quarta maglia del Milan: “Indossare una maglia così è un qualcosa di importante. Vuol dire che stiamo lanciando un segnale chiaro, che vogliamo più unità e più inclusione. Nell’epoca in cui viviamo, un’epoca in cui ogni giorno si verificano episodi di razzismo sui social network e non solo, è fondamentale che delle società importanti come il Milan si impegnino in tante iniziative di questo tipo. Perché non è mai abbastanza: sono convinto che sarebbe giusto raccontare certe vicende sempre, il più possibile. Per tutto l’anno, non solamente per trenta giorni”.

Il Milan: “Sono stato accolto benissimo sotto tutti i punti di vista, e da parte mia credo che il Milan si stia muovendo nella direzione giusta. Poi c’è l’atmosfera di San Siro, che è davvero fantastica. L’ho sentita addosso soprattutto nel derby, purtroppo l’Inter ha pareggiato negli ultimi minuti ma per me è stato molto emozionante giocare subito una partita così importante. Per me il Milan è una nuova sfida, avevo bisogno di una scintilla, di riaccendere l’amore che ho per il calcio. Attenzione, non sto dicendo che avevo perso l’amore per il gioco. Ma dentro di me sentivo il bisogno di costruirmi una nuova vita, di avere nuovi stimoli, nuovi avversari contro cui giocare. Poi è bello mettersi alla prova in un contesto completamente diverso.

In Italia, com’è giusto che sia, il gioco si vive in maniera differente rispetto a quanto avviene altrove. Qui c’è grande attenzione ai difensori e alla fase difensiva, i tifosi apprezzano i calciatori creativi ma anche quelli che riescono a fermare gli avversari. Una semplice vittoria per 1-0 può andar bene, per loro si può cominciare a costruire da lì. E in fondo hanno ragione, i tre punti in classifica sono la cosa di cui un giocatore e una squadra hanno più bisogno in assoluto”. 

Il numero 32 sulla schiena: “Beckham mi ha mandato un messaggio quando sono arrivato al Milan, io gli ho risposto chiedendogli se non gli dispiaceva che io prendessi il numero di maglia che ha indossato al Milan. Lui mi ha risposto: «Ma certo, per me è un onore, portalo con orgoglio». Per me è stato importante, parliamo di un uomo che ha cambiato il calcio, che l’ha reso ciò che è oggi”. 

Gesto con l’acqua come Triple H: “Quando ero ragazzino eravamo tutti pazzi del wrestling. Era un appuntamento imperdibile e io mi sono innamorato di questo lottatore che vinceva contro chiunque. Avevo 15-16 anni e ho iniziato a imitarlo prima di ogni partita, ancora oggi continuo a farlo. Ma adesso si tratta di una sorta di rituale: ero tra i giocatori in campo quando Fabrice Muamba (ex centrocampista anglo-congolese colpito da un attacco cardiaco durante una gara di FA Cup tra il suo Bolton e il Tottenham, nel 2012, ndr) si è sentito male e ha rischiato di morire, questa cosa mi ha colpito molto e da allora compio il mio gesto con l’acqua insieme a una piccola preghiera, affinché tutti stiano bene e non succeda più niente di simile”. 

Milan: Kyle Walker (Photo Credit: IPA Agency)
Milan: Kyle Walker (Photo Credit: IPA Agency)

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