Var Room – Lazio-Milan, gli episodi arbitrali visti dal regolamento

Termina con un sonoro 4-0 la sfida dell’Olimpico tra Lazio e Milan e con essa il girone d’andata di questa stagione. Nella nostra consueta Var Room si vada oggi ad analizzare la prestazione dell’arbitro Marco di Bello della sezione di Brindisi.

Nel primo tempo la partita si accende immediatamente, poichè i padroni di casa dopo soli 4 minuti trovano la rete del vantaggio. La partita si mette subito in discesa anche per il direttore di gara che ora può immaginare un possibile copione della gara, ovvero un Milan che cercherà di spingersi in avanti per trovare il pareggio, cosa che poi però non si è mai vista.

Il primo episodio da analizzare riguarda l’ammonizione di Bennacer al 26esimo minuto. L’algerino subisce fallo ma l’arbitro applica il vantaggio permettendogli di proseguire nella sua azione; successivamente però allarga il braccio colpendo un calciatore laziale e commettendo fallo. Bennacer viene poi giustamente ammonito per aver calciato via il pallone come gesta di stizza. L’ammonizione in questo caso è sacrosanta, ma probabilmente l’arbitro avrebbe non avrebbe dovuto dare il vantaggio, soprattutto in una zona di campo innocua, ovvero quella di centrocampo.

Per quanto riguarda il resto della partita non vi sono stati molti episodi chiave, se non ciò che avviene al minuto 65 del secondo tempo: Kalulu interviene in ritardo su Pedro in area di rigore colpendogli le gambe; Di bello esita un attimo ma poi dichiara il calcio di rigore in favore della Lazio. Decisione giusta senza alcun tipo di dubbio. Il resto della partita poi prende una piega del tutto monotona e l’arbitro la gestisce bene.

Riassumendo, il direttore di gara ha svolto una buona gara senza particolari sbavature. Il Var non ha mai dovuto intervenire e ciò dimostra l’accuratezza con cui il fischietto pugliese ha diretto il tutto, stando vicino all’azione in maniera costante.

MP VAR Room (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
MP VAR Room (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
Denis Fava
Denis Fava
Ragazzo nato nel 2001, appassionato di calcio e del racconto, sono laureato in Scienze della Comunicazione, con una specializzazione in Editoria e Giornalismo. Mi piace unire la passione per la narrazione a una formazione solida nel mondo dei media, con l’obiettivo di trasformare le parole e lo sport in strumenti di racconto e informazione.

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