HomeEditorialeKalulu-Tomori, da muro a punto debole

Kalulu-Tomori, da muro a punto debole

Si è perso il Milan, si è persa la difesa, si sono persi Pierre Kalulu e Fikayo Tomori. Nel momento più nero dell’era Piolista finiscono sul banco degli imputati anche i due difensori centrali, tra i punti di forza dello scudetto 2021-22 e ora incredibilmente inclini agli svarioni e alle amnesie.

Kalulu-Tomori, il momento magico

È il 25 febbraio 2022, il Milan ha appena pareggiato 1-1 in casa contro l’Udinese e la coppia centrale è quella formata da Tomori e Romagnoli. Sarà l’ultima volta del difensore di Anzio da titolare con la maglia rossonera: l’ex capitano si fa male poco dopo e dalla partita successiva a fare coppia con l’inglese viene promosso Pierre Kalulu. È la scintilla che accende la retroguardia, i due giocano da coppia titolare tutte le restanti partite di campionato e fanno da scudo a Maignan: 10 partite in coppia, soltanto 2 gol subiti e 8 clean-sheet. Il Milan diventa campione d’Italia anche, o forse soprattutto, grazie a loro.

Kalulu-Tomori, i segnali d’allarme

È il 13 agosto 2022, il Milan torna in campo per la prima giornata del nuovo campionato e di fronte c’è ancora l’Udinese. Kalulu e Tomori sono lì al loro posto ma qualcosa non torna. Non è lo stesso Milan, non è la stessa fase difensiva: finisce 4-2 e la svagatezza della retroguardia – in particolare di Tomori – lascia qualche perplessità. Semplice ruggine di inizio anno? Non proprio. Le cose non migliorano nel corso dei mesi successivi. Il Milan subisce tanto, troppo, prende gol su gol e ne rischia altrettanti. La coppia d’oro Kalulu-Tomori è molto meno irreprensibile e gli attaccanti avversari ne approfittano spesso e volentieri.

Dentro la crisi della coppia Kalulu-Tomori

Cosa è cambiato rispetto a qualche mese fa? Innanzitutto un problema di atteggiamento. Il Milan copre il campo infinitamente peggio rispetto a quanto faceva nelle ultime dieci partite della scorsa stagione e, con la squadra spesso lunga e sfilacciata, Kalulu e Tomori si ritrovano molto più facilmente col fianco scoperto. Ma ci sono anche delle pecche individuali: nel giro di pochi giorni entrambi si sono resi protagonisti di prestazioni oscene, uno a Lecce e l’altro in Supercoppa. Una mancanza di attenzione evidente in tante marcature “allegre” viste negli ultimi mesi, sintomo di poca concentrazione. Ci sono poi aspetti lacunosi per caratteristiche: sulle palle alte il Milan soffre tanto e nessuno dei due centrali ha nel gioco aereo il suo pezzo forte, anzi in particolare Kalulu paga una statura non elevata (“solo” 182 cm).

Milan: Mike Maignan, Fikayo Tomori, Pierre Kalulu (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
Milan: Mike Maignan, Fikayo Tomori, Pierre Kalulu (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)

Kalulu-Tomori, quanto manca Maignan

E poi c’è forse il fattore più importante di tutti, che sta costando al Milan punti, lacrime e sangue: l’assenza di Mike Maignan. Leader tecnico e spirituale del gruppo, l’ex Lille è stato probabilmente il miglior giocatore dell’annata passata, non solo per le sue grandi parate ma anche per la capacità di dirigere in modo perfetto tutto il reparto difensivo. Forti dell’avere alle spalle un totem come Maignan, Kalulu e Tomori hanno potuto giocare con una straordinaria serenità che adesso è svanita. Il tremebondo Tatarusanu non ha commesso errori grossolani da quando ha preso il posto da titolare, ma la sua palpabile insicurezza su ogni tiro o cross avversario ha contagiato anche il resto del reparto. Senza tranquillità – Tomori sembra costantemente sull’orlo di una crisi di nervi – la coppia centrale che sembrava poter blindare la difesa negli anni avvenire si è scoperta fragile, e anche per questo il tricolore si sta già scucendo dalle maglie rossonere.

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