Nelle ultime settimane abbiamo osservato schermaglie a livello dirigenziale, con tanto di presenze alternate a Milanello, mentre sullo sfondo si sono anche intensificati i contatti con Rangnick. Dettagli e sensazioni che parevano andare in un’unica direzione, ovvero un organigramma totalmente rivoluzionato per la prossima stagione.
A partire poi dalla metà di questa settimana invece pare tutto un po’ meno scontato, per alcuni atteggiamenti e parole che abbiamo registrato. Dapprima una vicinanza un po’ più che istituzionale da parte di Maldini durante le visite mediche del giovane Kalulu, quasi a sottolineare la paternità di quest’operazione.
Poi son arrivate le dichiarazioni di Theo Hernandez di ieri, il quale ha tenuto a confermare di voler restare rossonero il prossimo anno, mettendo in evidenza quanto fosse stata centrale la presenza di Maldini nell’operazione che l’ha portato a Milano e quanto questo passaggio gli abbia fatto bene professionalmente e umanamente.
Oggi poi presenza contemporanea di Paolo e Gazidis alla seduta d’allenamento, per la prima volta post emergenza Covid. Si dice che tre indizi facciano una prova e qui tre li abbiamo raccolti. Tuttavia per lo strappo percepito in precedenza forse è presto per urlare al ribaltone, ma qualcosa di differente pare esserci.
Forse Rangnick sta considerando la possibilità di condividere i poteri manageriali? Sta valutando di “italianizzare” in parte il suo approccio? La soluzione del giallo sembra meno banale di quanto apparso in precedenza.

