“Il successo non è definitivo, il fallimento non è fatale. Più ci credi, più andrai lontano”. Indescrivibile la felicità dopo la vittoria al Bernabeu dove lo spicchio di stadio riservato ai tifosi del Milan intonava cori senza sosta fino a mascherare quelli dei padroni di casa. Nel post partita Fonseca trasudava orgoglio perché quella liderança tanto cercata dal mister è arrivata nel momento forse più difficile.
Milan sul rebus sosta: Firenze e Roma insegnano
Quando arriva l’ultimo match prima della sosta nazionali, il pianeta rossonero trema sperando che non sia questo il caso. Motivo? Le trasferte di Roma contro la Lazio e Firenze hanno lasciato più ombre che luci, dal caso cooling break diventato nazionale alla vicenda rigori ed espulsione di Theo nel 2-1 al Franchi. Il dibattito era stato alimentato a tal punto che i numeri presenti sul tabellino non avessero più valore.
Cagliari rappresenta una tappa importante per il club rossonero, dall’altra parte c’è una squadra alla ricerca della salvezza costruendo i migliori risultati nella propria dimora. Con ogni probabilità ci sarà un Leao più, una difesa che spera di aver riacquisito fiducia e soprattutto un termometro interno più basso rispetto alle ultime settimane. Ottenere 3 punti all’Unipol Domus significherebbe agguantare i 20 punti in classifica con una gara da recuperare (quella di Bologna).
C’è anche la questione psicologica di mezzo?
Non è solo una questione di punti persi o di posizione in classifica, ma anche di dinamiche psicologiche. Una vittoria, prima della pausa, avrebbe permesso ai rossoneri di vivere le settimane successive con più serenità, di rafforzare le proprie convinzioni e di tornare in campo con un’energia rinnovata. Ma quando il Milan lascia per ben due volte il campo prima della sosta con la testa bassa, ogni pausa diventa un enigma: come riprendere slancio? Come evitare che le scorie mentali continuino a influire sulle prestazioni?
Ora che la prossima pausa si avvicina, l’ex tecnico del Lilla sa che serve una risposta concreta. Non solo per la classifica, ma per riprendere fiducia e lasciare alle spalle le ombre delle recenti polemiche. Il Milan dovrà lavorare sulla concentrazione, sulla gestione delle pressioni esterne e sulla capacità di non lasciarsi influenzare dagli episodi arbitrali, indipendentemente dal loro impatto.
L’ultima partita prima delle nazionali non è solo una partita. È diventata una sfida contro il passato, un’occasione per dimostrare che il Milan può affrontare e superare anche gli ostacoli più difficili. Se la squadra di Fonseca riuscirà a rompere questo tabù, forse il Milan troverà la chiave per cambiare definitivamente il copione.


