Paradosso superiorità numerica. Maignan salva il Milan e copre un difetto atavico

Non aver sfruttato la superiorità numerica resta, anche a detta di Stefano Pioli, l’unico rimpianto della splendida serata di Champions League che ieri sera si è vissuta a San Siro. Anzi. Proprio con l’uomo in meno, un Milan che sembrava ormai aver anestetizzato un Napoli che non portava più pericoli clamorosi, ha rischiato di subire la rete del pareggio e c’è voluto un miracolo di Mike Maignan per conservare la vittoria e il minimo vantaggio nella doppia sfida. L’espulsione di Anguissa, che comunque priverà i partenopei di un uomo importante nella sfida di ritorno al Maradona, arrivata al 75′, non ha portato quel forcing finale che in molti si aspettavano. Quegli attacchi e quei pericoli che il Milan avrebbe dovuto portare per cercare di raddoppiare e orientare, un po’ di più verso Milano, la qualificazione alla semifinale di Champions. A parte qualche sortita offensiva, vanificate da un paio di tiri senza molte velleità di Leao e qualche scelta sbagliata di Ante Rebic, i rossoneri non hanno portato pericoli alla porta del Napoli e, complice anche un po’ di stanchezza, si sono esposti alle offensive azzurre.

Milan a due facce. Bene prima, male in superiorità numerica

Milan-Napoli: Ismael Bennacer, Mario Rui (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
Milan-Napoli: Ismael Bennacer, Mario Rui (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)

Maignan, come detto, ha coperto questa pecca del Milan che, fino a quel momento, a parte nei primi 20′, aveva condotto alla grande e con massima attenzione la gara. L’intervento su Di Lorenzo è di quelli che resteranno per sempre impressi nei cuori e nelle teste di tutti i milanisti, e non solo, ma ciò non toglie che la squadra di Pioli avrebbe dovuto sfruttare meglio la superiorità numerica. Soprattutto perché, nei minuti immediatamente successivi alla seconda ammonizione comminata ad Anguissa, i giocatori del Napoli sembravano aver perso un po’ la testa, erano apparsi nervosi e facevano fatica a riallacciare un filo logico che, fino a quel momento, li aveva visti disputare un grande match. Proprio negli attimi immediatamente successivi alla superiorità numerica, poi, c’è stata l’ammonizione di Kim che per il Napoli significava perdere un altro importante titolare per la gara di ritorno. In quel momento il Milan poteva e doveva fare di più, ma è apparso senza quella cattiveria agonistica e fame che aveva avuto fino al 75′. Speriamo che questo unico difetto rossonero nella serata di ieri non costi caro, ma quello di non riuscire a sfruttare la superiorità numerica è un problema atavico del Milan di Pioli.

Non sfruttare la superiorità numerica, problema atavico del Milan di Pioli. I precedenti

Milan: Giacomo Murelli e Stefano Pioli (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
Milan: Giacomo Murelli e Stefano Pioli (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)

Eh già, perché il Milan di Pioli della superiorità numerica proprio non riesce ad avvantaggiarsene, anzi, nelle ultime tre stagioni con il tecnico parmense in panchina, sono stati di più i gol presi che quelli realizzati, nonostante l’uomo in più. Così come negli ultimi 20′ nella gara di ieri sera (recupero compreso) ci sono altri precedenti in cui i rossoneri non hanno saputo sfruttare la superiorità numerica. Nelle ultime tre stagioni, infatti, il Milan ha giocato 222′ con l’uomo in più (recuperi esclusi), ha segnato due gol su azione e ne ha subiti quattro. I gol segnati sono quello di Hauge, sempre contro il Napoli, nel novembre 2020 (1-3 per il Milan il risultato finale); e quello di Calabria, nell’ottobre 2021, contro il Bologna (2-4 per i rossoneri il risultato finale). I gol subiti, invece, sono l’autorete di Ibrahimovic e il gol di Barrow, sempre in quella sfida poi vinta 2-4 a Bologna nell’ottobre 2021 (ma con il gol del 2-3 di Bennacer e quello del 2-4 di Ibra, segnati con il Bologna in nove), il gol di Pavkov contro la Stella Rossa, nel febbraio 2021 e, per ultimo, quello di Adopo, nel gennaio 2023, che ci è costata l’eliminazione dalla Coppa Italia per mano del Torino. Insomma, quello di giocare in superiorità numerica, che per quasi tutti diventa un vantaggio, per il Milan di Pioli non lo è e, questo, sta diventando un problema serio.

Lino Dimitri
Lino Dimitri
Giornalista 35enne, Carmelo Dimitri è iscritto all'ordine dei Pubblicisti dal 2012. Dal 2010 collabora, a vario titolo, e scrive per diverse testate online, nazionali e non. Si occupa di Milan dal Settembre del 2011 e segue il calcio da quando era piccolissimo. Le sue più grandi passioni sono il calcio, il Milan e la scrittura. Attualmente è editorialista di punta nella redazione di MilanPress.it.

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