Il paradosso: si apre con una Supercoppa Italiana vinta, si chiude con una Supercoppa Italiana persa, ma gli umori e l’ambiente sono opposti. Il 2025 del Milan è ufficialmente terminato con la vittoria per 3-0 contro l’Hellas Verona nel lunch match della 17ª giornata di Serie A. Un successo netto maturato soprattutto nel secondo tempo, dopo 45 minuti tutt’altro che entusiasmanti e illuminati dal solito e indomabile Christian Pulisic.
Per fare un bilancio dell’anno solare avremo tempo e modo nei prossimi giorni che vedranno anche l’avvicinamento a Cagliari-Milan (venerdì 2 gennaio ore 20.45). Ora c’è bisogno di soffermarsi su i due momenti di apertura e chiusura: la vittoria della Supercoppa Italiana con Sergio Conceicao e l’ultimo di una lunga serie di successi in campionato con Massimiliano Allegri.
La febbre e il sigaro di Conceicao: cos’era il Milan a gennaio
Un viaggio a Riad. Così era iniziato l’anno 2025 per il Milan e così era iniziata l’avventura di Sergio Conceicao in rossonero. Prima un allenamento serale a Milanello, un modo per presentarsi e per dire: qui si lavora come dico io. Poi il viaggio per l’Arabia Saudita e per qualche giorno da “sogno”.
La febbre che aveva il tecnico, la semifinale vinta in modo rocambolesco contro la Juventus, la finale contro l’Inter nel derby conquistata last minute in rimonta, i festeggiamenti nello spogliatoio con il sigaro: tutte immagini che restano impresse, un raggio di luce in una stagione disastrosa. Quella della Supercoppa Italiana 2024 (giocata nel nuovo anno) resta una parentesi, una piccola bolla di sapone, scoppiata non appena tornati in Italia.
È la fotografia del Diavolo 2024/25: c’è Madrid, ci sono i derby, c’è la Supercoppa, ma ci sono anche Zagabria, Rotterdam (e San Siro), Roma in Coppa Italia. Per non parlare dei disastri che hanno coinvolto anche il tecnico portoghese, tra risse sfiorate e risse avvenute. La prima metà dell’anno è stata questo, poi…

L’abbraccio e le urla di Allegri: cos’è il Milan a dicembre
… e poi è arrivato Allegri. Ma non solo: sono arrivati Tare e Modric, è arrivata la paura di sbagliare un altro anno e privarsi di una vetrina come la Champions League troppo a lungo. Sono l’abbraccio con il croato e le urla per la gestione del 3-0 contro l’Hellas Verona le fotografie del finale di 2025 del Milan.
Allegri ha riportato questo: armonia e serietà. Qualcosa che era mancato, per colpe di tutti, nella prima metà dell’anno. Se Conceicao era focoso in ogni contesto, Allegri riesce spesso (non sempre) ad essere misurato e vestire i panni del normalizzatore. Dalla festa e dall’esuberanza alla consapevolezza e alla tranquillità: che anno il 2025.



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