Se dovessimo sforzarci di trovare un lato positivo dopo una settimana buia, forse la più buia della stagione, la risposta la troveremmo nel tempo. E non si tratta di un modo di dire, ma bensì di una verità concreta. Perché mentre altri allenatori hanno avuto il lusso di poter allenare senza un timer ininterrotto di 48 o 72 ore, il buon Sergio dal suo arrivo non s’è mai fermato un secondo, con tutti i pro e contro del caso. Da una parte la possibilità di viaggiare su più fronti e sognare traguardi ambiziosi, dall’altra il rammarico di non poter mai metter mano seriamente ad una squadra che tanto ha bisogno di assorbire determinati concetti.
Beh, dopo l’eliminazione dalla Champions League, non ci sono dubbi che il tempo per lavorar bene ci sarà. Una buona notizia per Conceicao, che nelle ultime settimane ha ripetuto spesso questo concetto nelle varie conferenze stampa. Da qui in avanti ci sarà la sosta, in cui certamente diversi calciatori partiranno, e poi un solo impegno a settimana.
Mai come ora il tempo è denaro. I rossoneri ora dovranno recuperare la gara col Bologna e poi, a San Siro, arriverà la Lazio. Due spareggi Champions. Poi la sosta e un trittico Lecce-Como-Napoli in cui dovranno arrivar punti, per poter avvicinarsi alla Juventus ed alla quota quarto posto che si ipotizza possa esser vicina ai 70 punti.
Un banco di prova importante per tutti, in primis per Sergio che in questi mesi si gioca tutto. Il suo futuro passerà molto dalle prossime due gare e da un finale di stagione che dovrà far cambiare idea a tifosi e società. Si dovranno vedere risultati, ma anche un’identità di gioco credibile. Identità che fino ad oggi si è vista poco o nulla. Il 442 fatica ancora ad incidere e a trovare un equilibrio. Ecco, il tempo in questo caso gioca a favore dell’allenatore. Dopo Torino-Milan le colpe son state, giustamente, attribuite perlopiù ai calciatori, ma a maggio a rispondere sarà anche Sergio. Non resta dunque che pedalare. Il tempo, adesso, c’è.


