Il SERGente Conceicao e il miracolo rossonero

E il settimo giorno conquistò la Supercoppa.

No, non vogliamo cadere nella blasfemia citando la Bibbia, ma a molti la prima settimana di Sergio Conceicao al Milan ha ricordato vagamente una cosa del genere. Un miracolo in una settimana.

Ereditato da Fonseca un Milan senza anima, Conceicao in pochi giorni lo ha plasmato a propria immagine e somiglianza ed ha compiuto un’impresa che nessuno – nemmeno lui – si aspettava. Vincere contro Juventus e Inter e conquistare un trofeo non lo si immaginava neanche nel migliore dei finali da film. Eppure è successo.

È successo perché forse non serviva chissà che cosa dal punto di vista tattico e neanche da quello tecnico, il vero lavoro da fare era quello di entrare nella testa dei giocatori. La mentalità vincente da imprimere il prima possibile e nel minor tempo possibile. Poi il modo migliore è stato trovato vincendo due partite contro le due rivali storiche che non fa mai male, anzi.

Il miracolo di Conceicao

Il primo tempo contro la Juventus dava ancora una parvenza di Milan spento e con poco mordente. I quindici minuti di intervallo in spogliatoio – forse anche qualcosa in più visto che la Lega ha multato il Milan per il ritardo dell’inizio del secondo tempo – sono stati forse i più lunghi della storia per i giocatori rossoneri.

E forse è stato lì che è scattato qualcosa, forse è stato lì che il mister – pardon, il Sergente – ha toccato le corde giuste. E come raccontato da Ibrahimovic non solo quelle. Una TV spaccata è il bottino portato a casa prima di quello grosso, prima di quella prima rimonta che sembra il vero e proprio marchio di fabbrica dell’alba del nuovo Milan di Conceicao.

Altro giro, altra corsa. Sotto con l’Inter. Altro primo tempo chiuso in svantaggio che diventa doppio in apertura di ripresa. Lì nessuna squadra avrebbe retto. Soprattutto il Milan. Ma ciò che di speciale sembra aver fatto Conceicao è proprio questo. I presupposti per mollare, per non provarci, per gettare la spugna, c’erano tutti, ed il Milan di solamente una settimana fa non avrebbe fatto altro che questo. Il Leao di solamente una settimana fa non avrebbe fatto altro che questo. Ed invece entra e mette lo zampino in tutti e tre i gol rossoneri. Una rimonta da 0-2 a 3-2 che non si vedeva da vent’anni. In un derby. In finale.

Al triplice fischio dell’arbitro è apoteosi rossonera con la festa che continua in spogliatoio dove il Sergente dà il meglio di sé. Questa volta nessun urlo, nessuna TV spaccata, solamente un sigaro acceso ed una danza, diventata ormai la sua, che suggella quel senso di compattezza e di identità di gruppo che al Milan non si vedeva da tempo. Adesso tutti uniti per recuperare terreno in campionato. La speranza e l’orgoglio ai tifosi sono stati ridati, ora servono i punti necessari per non finire dietro, troppo dietro rispetto alle rivali. Un po’ come a Riyadh, questa volta con più tempo e con più avversarie. Ci riuscirà il SERGente Conceicao?

Milan, festa Sergio Conceiçao Supercoppa Italiana
Milan, festa Sergio Conceiçao Supercoppa Italiana

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