Scontri diretti punto di forza? No, anche lì è un disastro

Quello contro l’Atalanta andato in scena venerdì scorso è stato l’ultimo di una serie di scontri diretti del girone di andata del Milan. Al netto del match contro la Roma, che si disputerà tra Natale e Capodanno e che ad oggi non può essere considerato un confronto diretto nemmeno per l’Europa, i rossoneri hanno già sfidato le sei squadre che li precedono in classifica. Napoli, Atalanta, Inter, Fiorentina, Lazio e Juventus.

Il bottino è magrissimo: cinque punti in sei partite, con sole sei reti realizzate e ben nove subite. Insomma, sicuramente non un cammino da squadra importante, non un cammino da Milan, non un bottino da una squadra che ha come obiettivo minimo quello di entrare tra le prime quattro e qualificarsi per la prossima Champions League.

A guardare la classifica attuale, ovviamente, non c’è tanto da meravigliarsi dei punti conquistati contro le big di questo campionato, con il Diavolo che insegue, non ha mai trovato una continuità di risultati e si è rivelato più debole delle sei avversarie che lo precedono in graduatoria. Dopo la vittoria nel derby, quindi, non ci sono più state soddisfazioni negli scontri diretti, con due punti conquistati contro Lazio e Juventus, in due partite giocate davvero male, e le sconfitte contro Fiorentina, Napoli e Atalanta.

Scontri diretti. Mai dominati, ma non basta

Milan: Paulo Fonseca (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
Milan: Paulo Fonseca (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)

Sconfitte, a dir la verità, in cui il Milan non ha demeritato e ha offerto prestazioni ben al di sopra di altre occasioni in questa prima parte di stagione. Con il Napoli c’erano tantissime assenze e nel primo tempo i rossoneri meritavano almeno il pareggio ed invece si sono ritrovati sotto di due reti e non sono riusciti a recuperare la situazione nel secondo.

Contro la Fiorentina è stata una partita piena di colpi di scena, ma alla fine i viola l’hanno spuntata grazie anche ai due errori dal dischetto del Milan. Contro l’Atalanta, nel match di venerdì sera, infine, i rossoneri hanno disputato un primo tempo alla pari, per poi farsi schiacciare e beffare alla fine da una delle squadre più in forma d’Europa.

Insomma. Se vogliamo essere sinceri la squadra di Paulo Fonseca, in queste partite, e in tutti i sei scontri diretti di questo girone di andata, non ha mai dimostrato di essere così tanto inferiore alle avversarie, a volte se l’è giocata alla pari, altre volte avrebbe meritato di più. Ma tant’è. Il campo parla e quello che dice è davvero impietoso. Una vittoria, due pareggi e tre sconfitte, cinque punti in sei partite ed una classifica che rispecchia questo andamento.

Questo bilancio, però, oltre a descrivere un campionato insufficiente e disastroso disputato fin qui dal Milan, smentisce una massima che si è sentita pronunciare più volte in questi mesi, soprattutto da quando Fonseca è sulla panchina milanista. La squadra soffre con le piccole, spesso e volentieri, ma negli scontri diretti si trova a proprio agio e dà il meglio di sé perché non trova squadre chiuse e che ripartono in contropiede. Falso!

Disastro Milan anche negli scontri diretti. La coperta è troppo corta

Milan-Juventus: Ruben Loftus-Cheek, Pierre Kalulu, Khephren Thuram (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
Milan-Juventus: Ruben Loftus-Cheek, Pierre Kalulu, Khephren Thuram (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)

Risuonano beffarde, dopo questi risultati negli scontri diretti, anche le parole di Mister Fonseca dopo la vittoria di Madrid. “Per noi è più facile qui che a Cagliari o a Monza. Il campionato italiano è difficile e per le nostre caratteristiche si fa più fatica contro le squadre chiuse”. Queste furono grossomodo le parole del tecnico portoghese dopo l’impresa del Bernabeu.

La verità, però, purtroppo, è una soltanto. Il Milan, questo Milan di questi primi mesi di stagione, ha fatto fatica. Al netto di qualche partita giocata bene, senza concedere troppo agli avversari e offrendo anche un bel calcio propositivo e dominante, per il resto i rossoneri sono stati poco continui, poco equilibrati e non hanno mai migliorato i propri difetti di inizio stagione.

Certo. Probabilmente, rispetto a qualche settimana fa, il Milan è più equilibrato, ha trovato una sua formazione titolare, un undici  su cui fare affidamento e non viene più travolto dagli attacchi degli avversari, ma allo stesso tempo, almeno negli scontri diretti (vedi Juventus e Atalanta) ha perso verve, brio e voglia di dominare le partite.

La coperta, quindi, continua ad essere troppo corta. O si è belli, ma poco equilibrati; o si è equilibrati, ma bruttini ed anche un po’ provinciali. Questo quanto visto finora e il dato degli scontri diretti è impietoso, ma rispetta alla perfezione il campionato disputato dai rossoneri fin qui. Settimo posto, distanze abissali dalla zona Champions League, lotta per lo Scudetto sbandierata, ma abbandonata fin da subito e tanta, tanta fatica. Contro tutti gli avversari, che sia uno scontro diretto o meno.

Lino Dimitri
Lino Dimitri
Giornalista 35enne, Carmelo Dimitri è iscritto all'ordine dei Pubblicisti dal 2012. Dal 2010 collabora, a vario titolo, e scrive per diverse testate online, nazionali e non. Si occupa di Milan dal Settembre del 2011 e segue il calcio da quando era piccolissimo. Le sue più grandi passioni sono il calcio, il Milan e la scrittura. Attualmente è editorialista di punta nella redazione di MilanPress.it.

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