I numeri ci sono, ma le variabili sono molteplici. Mancano poche settimane, poi sarà tempo di resa dei conti definitiva in Consiglio comunale per la vendita di San Siro a Milan e Inter. Come scrive oggi il quotidiano la Repubblica nella sua edizione milanese, ci sono buone possibilità che la maggioranza abbia i numeri in Consiglio per chiudere la partita senza l’aiuto dell’opposizione, ma ci sono due fattori da prendere in considerazione: i dietrofront e la vicenda giudiziaria.
Parallelamente, infatti, la Procura sta proseguendo le indagini sul dossier urbanistica che riguarda anche lo stadio Meazza e le chat compromettenti tra l’ex presidente della commissione Paesaggio Giuseppe Marinoni e l’architetto Federico Pella, manager e socio della società di progettazione integrata J+ S, entrambi indagati per corruzione.
I numeri
Sono 25 i voti che dovranno essere raggiunti per parlare di missione compiuta. I consiglieri comunali sono 49, compreso il sindaco Sala. Di questi 49, sono 31 quelli eletti con il centrosinistra. A questi ne vanno tolti sicuramente 6 che voteranno no, ovvero i tre consiglieri Verdi (Gorini, Cucchiara e Monguzzi), i due consiglieri del PD (Giungi e Pantaleo) e uno del gruppo misto (l’ex Lista Sala Enrico Fedrighini). Un altro no potrebbe far saltare il banco e l’osservato speciale è Marco Fumagalli, consigliere della lista Sala.
Lato opposizione, però, non sono da escludere voti a favore. Il capogruppo della Lega Alessandro Verri ha parlato così: “Prima di tutto vogliamo capire i termini della vendita del Meazza a Inter e Milan, dobbiamo leggere la delibera prima di decidere cosa fare. Se dovessero esserci ritorni importanti per la città e il quartiere e qualora venissero accolte anche alcune nostre richieste noi ci comporteremmo con responsabilità. Il punto è se sarà così anche nel centrosinistra, perché se il dossier dovesse avere il via libera grazie ai nostri voti Sala dovrebbe essere coerente con le sue dichiarazioni e dimettersi“.
Forza Italia si spacca tra le indicazioni del coordinatore regionale Alessandro Sorte che ha parlato di mancata partecipazione al voto e le parole del capogruppo in Consiglio Luca Bernardo: “Rispetto la linea indicata dal partito, tendendo però a mente che, nel momento del voto, la priorità deve essere il bene pubblico. San Siro non è per me merce di scambio politico, ma non può neanche diventare un’ancora di salvezza per il sindaco. È un bene della città e dei cittadini, e come tale va trattato. Se la proposta che arriverà sarà congrua e condivisibile, deciderò di conseguenza, come ho sempre fatto“. La linea di Fratelli d’Italia è la non partecipazione: “Premesso che vogliamo vedere la delibera, potremmo decidere di non prendere parte alle votazioni“.


