Nonostante l’ufficializzazione, avvenuta la scorsa settimana, dell’acquisto dello stadio San Siro e delle aree circostanti da parte di Inter e Milan, la questione legale legata al Meazza resta tutt’altro che chiusa. Come riportato da Calcio e Finanza, sono ancora sette i ricorsi amministrativi pendenti che coinvolgono direttamente l’impianto, distribuiti tra TAR Lombardia, Consiglio di Stato e Presidenza della Repubblica. Le cause toccano temi che spaziano dalla vecchia procedura di pubblico interesse per la costruzione di un nuovo stadio, fino a questioni economiche e gestionali dell’attuale stadio.
San Siro, rinuncia alla sospensiva sui ricorsi al TAR
Nella giornata di martedì 11 novembre, si sono tenute due udienze relative ad altrettanti ricorsi promossi dal Gruppo Verde San Siro, insieme a numerosi cittadini.
Il primo contenzioso riguarda la delibera comunale del 2021 sul pubblico interesse, oggetto di richiesta di annullamento. Dopo che il TAR aveva respinto la sospensiva monocratica lo scorso 16 ottobre 2025, ieri si è svolta l’udienza cautelare, conclusasi con la rinuncia alla sospensiva.
Il secondo procedimento, anch’esso firmato dal Gruppo Verde San Siro con altri 99 cittadini, contesta invece la delibera n. 324 del 18 marzo 2025 con cui il Comune di Milano ha approvato le linee guida per la vendita del compendio immobiliare “Ambito GFU San Siro”, comprensivo dello stesso stadio Meazza. Anche qui, dopo il rifiuto della sospensiva monocratica del 10 ottobre, il TAR ha preso atto della rinuncia e rinviato tutto alla discussione di merito.
Che cosa succede adesso
Nel linguaggio della giustizia amministrativa, la rinuncia alla sospensiva implica che i ricorrenti scelgono di non chiedere più il blocco temporaneo dell’atto contestato, in attesa della sentenza definitiva. In altre parole, l’atto impugnato – in questo caso le delibere comunali sul pubblico interesse e sulla vendita dell’impianto – resta valido ed efficace fino alla decisione finale nel merito.
È dunque una fase interlocutoria, ma significativa: Inter e Milan possono continuare a lavorare sulla gestione dello stadio, mentre le associazioni contrarie attendono il verdetto del tribunale. Come ricordato da Calcio e Finanza, il percorso legale attorno a San Siro è ancora lungo e complesso, ma il fatto che i ricorrenti abbiano rinunciato alla sospensiva lascia intendere che nessun ostacolo immediato impedirà l’attuazione delle decisioni già assunte dal Comune di Milano e dai club proprietari.



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