Cent’anni di un’icona. San Siro, nell’immaginario collettivo, è molto più della casa di Milan e Inter. Sarebbe già sufficiente questo per rendere unico lo stadio milanese: non esiste infatti un altro impianto in Europa capace di ospitare due club di tale importanza, insieme vincitori di dieci Coppe dei Campioni/Champions League. Ma, come evidenzia l’edizione odierna di Tuttosport, il Meazza, che domani festeggerà i suoi primi cento anni, è molto altro. È calcio, naturalmente, ma anche musica, rugby, boxe, grandi manifestazioni e momenti rimasti impressi nella memoria collettiva. Una storia lunga un secolo che ha trasformato San Siro in una vera cattedrale laica dello sport mondiale.
San Siro, cento anni di storia
Dai tanti concerti indimenticabili all’inaugurazione del Mondiale del 1990, fino all’apertura dei Giochi di Milano Cortina 2026, il Meazza è stato teatro di alcuni degli eventi più importanti ospitati a Milano.
L’impianto è stato dedicato a Giuseppe Meazza nel 1980, ma la sua storia affonda le radici molto più indietro. Nel corso dei decenni San Siro è diventato progressivamente uno dei luoghi simbolo della città e dello sport italiano, fino ad assumere una dimensione internazionale.
Non sono mancati anche gli eventi più sorprendenti. L’11 giugno 2011 lo stadio ospitò addirittura l’Aida di Giuseppe Verdi, uno spettacolo colossale che, nonostante le grandi ambizioni, si trasformò però in un flop.
Da Bob Marley a Vasco Rossi: San Siro e la musica
Nell’immaginario collettivo sono rimasti soprattutto i grandi concerti che hanno fatto del Meazza una delle principali arene musicali italiane.
Il 27 giugno 1980 arrivò lo storico concerto di Bob Marley, mentre il 21 giugno 1985 fu la volta del primo, indimenticabile show di Bruce Springsteen a San Siro.
Cinque anni più tardi, il 10 luglio 1990, arrivò invece il debutto di Vasco Rossi, destinato a trasformare il Meazza in una delle sue seconde case. Il rocker di Zocca ha tenuto a San Siro ben 36 concerti, davanti a oltre due milioni di spettatori complessivi: un record che racconta meglio di qualsiasi numero il rapporto speciale tra Vasco e lo stadio milanese.
Italia ’90, la notte di Maradona e le Notti Magiche
Per tutti, però, l’estate del 1990 resterà soprattutto quella del Mondiale italiano. San Siro fu il palcoscenico della partita inaugurale, l’8 giugno, quando il Camerun sconfisse a sorpresa l’Argentina di Diego Armando Maradona. Sono rimaste indelebili le immagini di quel pomeriggio: Gianna Nannini ed Edoardo Bennato che intonano “Notti Magiche” davanti ai tifosi e l’incredibile balzo di François Omam-Biyik per colpire di testa il pallone e firmare il gol della vittoria africana. Un’istantanea diventata parte della storia del calcio e dello sport italiano.
La Scala del Calcio e le quattro finali di Champions League
San Siro è soprattutto la Scala del Calcio e la sua storia europea lo conferma. L’impianto milanese ha ospitato quattro finali di Coppa dei Campioni/Champions League. La prima arrivò nel 1965, quando l’Inter di Helenio Herrera superò il Benfica di Eusebio. Nel 1970 fu invece il Feyenoord di Ernst Happel a imporsi sul Celtic.
Molto più recenti le altre due finali: il 23 maggio 2001 il Bayern Monaco superò ai rigori il Valencia, mentre il 28 maggio 2016 il Real Madrid conquistò il trofeo nel derby di Madrid contro l’Atletico, ancora una volta dopo i calci di rigore. A queste si aggiungono quattro finali di Coppa UEFA, tra cui quella storica del 17 maggio 1995 tra Parma e Juventus. I bianconeri, in polemica con il Comune di Torino, avevano deciso di disputare al Meazza sia la semifinale contro il Borussia Dortmund sia la finale, facendo registrare due clamorosi pienoni. Per l’atto conclusivo furono 80.754 i paganti.
Dalla boxe agli All Blacks: quando San Siro non era solo calcio
A metà degli anni Sessanta, San Siro era anche uno dei palcoscenici più prestigiosi dell’età dell’oro della boxe. Il 18 luglio 1965 furono 45mila gli spettatori presenti per il match tra Nino Benvenuti e Sandro Mazzinghi.
Tre anni più tardi, il 26 maggio 1968, sarebbero stati addirittura 50mila per la sfida nella quale Mazzinghi sconfisse Ki Soo Kim, riconquistando la corona mondiale dei medi junior che Benvenuti aveva perso proprio contro il pugile coreano.
Il 14 novembre 2009 fu invece il rugby a prendersi la scena. La “Scala del calcio” si inchinò davanti alla Haka degli All Blacks, impegnati contro l’Italia. La Nuova Zelanda vinse 20-6, ma sugli spalti ci furono ben 80.018 spettatori, con il secondo incasso dell’anno a San Siro dopo Milan-Real Madrid di Champions League.
Il Grande Torino e la tragedia di Superga
Tra le pagine più drammatiche legate al Meazza c’è quella del Grande Torino. San Siro fu infatti l’ultimo stadio italiano nel quale si esibirono gli Invincibili. Il 30 aprile 1949 il Torino, privo degli infortunati Maroso e Grezar e con Valentino Mazzola influenzato, affrontò l’Inter, seconda in classifica.
Nonostante gli attacchi nerazzurri, la partita terminò 0-0. Il giorno successivo, domenica 1° maggio, la comitiva granata partì per Lisbona, dove due giorni dopo avrebbe dovuto disputare un’amichevole contro il Benfica. Il 4 maggio, sulla via del ritorno, l’aereo del Grande Torino si schiantò contro il muraglione posteriore della Basilica di Superga. Una delle tragedie più dolorose della storia dello sport italiano.
San Siro e i grandi appuntamenti: dai Papi a Milano Cortina
Nel corso della sua storia, il Meazza ha ospitato anche eventi lontani dal mondo dello sport. Tra questi le visite di due Papi: Benedetto XVI, il 2 giugno 2012, e Francesco, il 25 marzo 2017. L’ultima grande istantanea è invece legata all’apertura dei Giochi olimpici invernali di Milano Cortina 2026, il 6 febbraio. A rimanere impressa è stata l’immagine del tram guidato da Valentino Rossi, con a bordo, in incognito tra i viaggiatori, il presidente Sergio Mattarella.
Il tram ha concluso la sua corsa proprio davanti a San Siro. Cent’anni dopo la sua nascita, il Meazza continua così a rappresentare molto più di uno stadio. È la memoria di generazioni di tifosi, la casa di Milan e Inter, il palcoscenico dei più grandi eventi sportivi e musicali. Una cattedrale laica dello sport mondiale che, dopo un secolo, resta uno dei simboli più riconoscibili di Milano.


