La giornata di oggi, mercoledì 5 novembre, è entrata di diritto nella storia di Milano, della Lombardia e dei due principali club milanesi, Milan e Inter. Questa mattina è stato completato e firmato il rogito per la cessione dello stadio San Siro e delle aree circostanti a Milan e Inter, per 197 milioni di euro. Per la prima volta nella storia lo stadio non è più di proprietà del comune. La realizzazione del nuovo impianto e l’intervento di rigenerazione urbana per l’intera area di San Siro rappresentano un nuovo capitolo per la città di Milano e per entrambi i Club.
Tra prospettive e ambizioni
Il successivo passo riguarda il via al percorso progettuale che Milan e Inter hanno affidato a Foster + Partners e MANICA, per far sorgere un impianto di livello mondiale: 71.500 posti, tribune inclinate e tifosi più vicini al campo, design moderno, servizi digitalizzati, molti spazi per eventi e hospitality e tanto altro. La strada è ancora molto lunga, ma la sensazione è che finalmente l’ostacolo più importante, per burocrazia e grosse frenate vissute nel corso di questi anni, sia stato superato.
Per i due club, la mossa ha un valore strategico ed economico enorme. Essere proprietari significa poter gestire direttamente i ricavi — biglietti, eventi, ristorazione — e decidere in autonomia tempi (più rapidi) e modalità di ristrutturazione. Milan e Inter diventano così padroni del proprio destino, anche economico. L’acquisto dell’area circostante apre la porta a quegli sviluppi commerciali che potranno generare ricavi non solo il giorno della partita.
Per capire l’importanza del nuovo progetto a livello di incassi, il modello di riferimento sono i grandi club europei che hanno già riqualificato i rispettivi impianti. Il Real Madrid ha visto passare i suoi ricavi da 145 milioni nel 2019 a 248 milioni nel 2024, anno in cui è stato inaugurato il nuovo stadio. Crescita maturata anche per altri club come PSG, Arsenal o Tottenham.
Impatto mediatico e la speranza Euro 2032
C’è un altro aspetto da non sottovalutare. Il progetto di un nuovo stadio e la totale proprietà del nuovo impianto genererà automaticamente un forte impatto nel mondo sportivo e mediatico: un segnale che vede i club milanese, finalmente, puntare a un livello globale.
L’avvio dei lavori è previsto per il 2027, con l’obiettivo di inaugurare la nuova casa dei club milanesi entro il 2031, esattamente un anno prima rispetto a Euro 2032. Ad oggi San Siro non rispetta i requisiti richiesti dalla UEFA per figurare tra gli stadi pronti ad ospitare le partite del prossimo Europeo. Ecco perché l’acquisto di San Siro e delle aree limitrofe, lascia un timido spiraglio per l’inclusione nel calendario delle sedi ospitanti.
San Siro, tempio di gloria e malinconia, si prepara così a rinascere in una nuova forma: più moderna, sostenibile, viva. La sfida più grande resta una: non rimpiangere ciò che è stato (pur non dimenticandolo) ma piuttosto, sfruttare questo cambiamento per vivere nuovi momenti gloriosi, destinati ad entrare nella storia moderna dei due club.



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