Sacchi: “Il Milan ha cominciato a sentirsi troppo bravo, se gioca come nelle ultime due può perdere con chiunque”

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Intervistato dai colleghi de La Gazzetta dello Sport, l’ex allenatore del Milan Arrigo Sacchi ha parlato del momento dei rossoneri: “Fino a quando il Milan è stato un collettivo, si è vista collaborazione, sinergia, interiorizzazione del gioco che ha permesso a dei giovani di brillare e di giocare a memoria esaltando le proprie qualità, colmando così quel gap che esiste con le altre grandi per qualità ed esperienza. Invece con lo Spezia non si è visto nulla di tutto questo e non a caso il Milan ha perso. Lo stesso si è ripetuto con l’Inter. Nella prima mezz’ora i nerazzurri potevano fare quattro reti… Il primo gol subito dopo solo quattro minuti è emblematico: pronti via, Lukaku lanciato che va via con facilità a Romagnoli. Se Lukaku riceve la palla e si appoggia sul difensore, lo rovescia. Se va via in velocità, lo asfalta. L’unica è anticiparlo, altrimenti sei finito. Romagnoli non l’ha fatto mai. È un buon giocatore ma è cresciuto e migliorato troppo poco negli ultimi anni. Ho la sensazione che si sia accontentato. Nell’occasione del gol era solo, posizionato male, la squadra non l’ha aiutato, era sparpagliata in campo come un gruppo sciolto. Se il Milan gioca così può perdere con chiunque. Non deve trarre in inganno l’inizio della ripresa con i grandi interventi di Handanovic. Poteva anche arrivare un gol, ma al Milan di oggi manca il pressing, manca l’organizzazione, quel muoversi insieme riducendo gli spazi che gli ha consentito di essere in testa a lungo. Il Milan ha cominciato a sentirsi troppo bravo e sono uscite fuori le furbizie che sono l’anticamera delle difficoltà e delle sconfitte…”.

Sacchi spiega meglio il suo concetto: “Calabria ha cercato un giallo per non giocare con lo Spezia. La società doveva rimproverarlo. Per non parlare di Ibra a Sanremo. Se lui va al Festival anche gli altri sono giustificati ad andare in giro per l’Italia. Il calcio a questi livelli è una cosa seria. Il club con la sua storia e le sue regole viene prima della squadra, come questa viene prima di qualsiasi singolo. La leadership si dimostra con i fatti e le regole devono valere per tutti. Ormai è tardi, dovrebbe essere Ibra a declinare e a fare un gesto che sarebbe enorme e apprezzato da tutti i tifosi milanisti. In caso contrario non credo lo capirebbero“.

Sacchi conclude dando un consiglio ai rossoneri: “Quando le cose non funzionano, bisogna cercare di correggere la più importante e lavorare solo su quella: l’organizzazione in campo. Il Milan nel derby ha preso tanti contropiede perché erano distanti uno dall’altro, non c’era organizzazione e non c’era filtro“.

Arrigo Sacchi – MilanPress, robe dell’altro diavolo

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