Il Milan di Ruben Amorim prende forma attorno al 3-4-2-1, ma servono ora gli interpreti giusti per il Mister. Come ben si sa, servirà il sacrificio importante per un attacco totalmente rinnovato: la priorità resta la cessione da non meno di 50 milioni di Rafael Leao, ora immischiato in una doppia pista verso Istanbul. Solo così si potrà quindi pensare al sostituto del numero 10.
Con Konstantinos Karetsas ormai destinato al Borussia Dortmund (e il rammarico c’è date le tempistiche non sfruttate) e Nicolò Zaniolo fuori dai radar dopo il rinnovo con l’Udinese, il casting si restringe a due nomi molto diversi tra loro: Kerim Alajbegovic del Bayer Leverkusen e, novità di giornata, Matias Soulé della Roma.
UNA BELLA COMPARAZIONE
Alajbegovic rappresenta la soluzione più futuribile. Mancino naturale, ama partire dalla trequarti destra per accentrarsi, alternando giocate nello stretto a cambi di passo improvvisi. È un giocatore che interpreta il ruolo con grande libertà, sa ricevere tra le linee e possiede una sensibilità tecnica che potrebbe sposarsi con il calcio aggressivo e verticale di Amorim. L’impressione è quella di un talento ancora da rifinire, ma se Ibrahimovic si è esposto pubblicamente su di lui durante la FIFA World Cup 2026 è un buon segno.
Soulé, invece, offrirebbe garanzie più immediate. L’argentino conosce già la Serie A, ha sviluppato personalità nelle ultime stagioni dopo un inizio in sofferenza e arriva sul mercato dopo essere stato messo ai margini del progetto tecnico di Gian Piero Gasperini. La sua esperienza nel campionato italiano potrebbe ridurre i tempi di adattamento, permettendogli di incidere fin dalle prime giornate avendo già giocato nei livelli più alti a differenza di Alajbegovic.



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